Tra accoglienza e asilo: due vite per i rifugiati

17 giugno 2016 |

Ph. San Cristoforo

Approfondiamo un tema a noi estremamente caro e che sta segnando in modo decisivo il nostro tempo: il fenomeno dell’arrivo di profughi provenienti dall’Africa e dal Vicino Oriente.

Ogni giorno sentiamo parlare di sbarchi sulle nostre coste e spesso queste notizie sono accompagnate dalla tragedia di decine – e talvolta centinaia – di persone che in questa tratta del terrore perdono la vita.

L’OIM (Organizzazione Internazionale delle Migrazioni) riporta che solo nel 2015 hanno perso la vita nel Mediterraneo 3.771 persone, molte più di quelle dell’attentato dell’11 settembre, moltissime di più di quelle del 13 novembre dello scorso anno a Parigi: ma questi morti fanno meno rumore, come se non fosse vero che ogni cuore vale uguale anche quaggiù, come recita una canzone a noi molto familiare.

Nonostante questi numeri terribili (che si stanno confermando anche quest’anno), la maggior parte delle persone che molto spesso fuggono da persecuzioni e guerre riescono ad arrivare sulle nostre coste.

 

In Italia, i rifugiati hanno diritto a fare domanda di asilo seguendo un iter molto lungo e complesso al fine di ottenere il riconoscimento di una qualche forma di protezione da parte della Commissione Territoriale di riferimento (ne esistono varie forme e a questo link potete trovare maggiori informazioni). Durante il periodo che intercorre tra la presentazione della domanda e il suo accoglimento o rigetto, i richiedenti asilo vengono ospitati da centri di accoglienza dello Stato (C.A.R.A.) o da associazioni private che, sulla base di bandi approvati dalle prefetture locali, se ne prendono cura.

In questo articolo non vogliamo fare un trattato completo della situazione, certamente molto complessa, né tanto meno delle modalità – spesso poco lungimiranti e prive di programmazione – con cui l’Italia e, ancora di più, l’Europa gestiscono questa situazione. Vogliamo piuttosto farvi conoscere due persone che rappresentano due associazioni che si occupano dell’accoglienza dei richiedenti asilo:

  • Michele Rossi, tra i fondatori del CIAC (Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione onlus), prima realtà in Italia ad occuparsi dell’asilo politico e oggi punto di riferimento nazionale sul tema.
  • Don Umberto Cocconi, presidente dell’Associazione San Cristoforo, nata per l’accoglienza di persone in stato di marginalità e che da qualche anno offre ospitalità ai richiedenti asilo.

Tramite questa intervista doppia abbiamo la possibilità di conoscere il loro prezioso lavoro e arricchirci con un ulteriore punto di vista sul tema.

Buona visione!

 

Redazione In-Formazione

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