Riviviamo UIPUV2016 – Giorno 2

3 aprile 2017 | Lascia il tuo commento

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Riviviamo Un Invito Poi Un Viaggio 2016 – Domenica 3 Aprile

 

Nazareth, Fiore di Galilea. Qui la gioia dell’essere famiglia, nella quotidianità delle fragilità di ognuno di noi. Il silenzio di Giuseppe: non temere il bambino viene dallo Spirito e la sua fiducia in un Progetto misterioso: “Hic erat subditus illis “…era loro sottomesso ed essi lo custodirono… (Chiara Del Menico)

uipuv20163La discesa dal monte Tabor, più di 190 persone, tutte con una candela accesa, e recitare il rosario in quel luogo è stato quasi magico. Non c’erano rumori, né distrazioni, solo le nostre voci che pregavano all’unisono. (Elisa Festa)

Un silenzio loquace. Ossimoro che mi ha dato e detto lo spessore del viaggio e di ciascun cuore alla ricerca di se stesso, degli altri e dell’Altro. Ho capito che la vera “trasfigurazione” è possibile solo se i nostri passi, anche se lenti e faticosi, sono cadenzati, a volte, dall’assenza estrema di parole. (Suor Donatella Lessio)

La gioia di partecipare alla Messa in lingua araba con i cristiani di Nazareth ed in particolare il momento della preghiera del Padre Nostro e lo scambio della pace, in cui ho stretto la mano a molti cristiani del luogo, per me è stato un segno di unità dei cristiani. (Mauro Rossetti)

Nazareth: il 1° ‘HIC’. È festa grande col Patriarca: ‘siete a casa vostra’. Adesso si’ lo so: QUI, dentro il ventre di Maria, è casa mia. Come un prodigio… così cantiamo alle pendici del Tabor. Lassù è bello… capisco perché Pietro voleva fare tenda con Gesù. Quando stai bene vuoi fermare il tempo e il mondo… ma si deve scendere… (Beatrice Brambilla)

Basilica Dell’Annunciazione. Emozioni meravigliose di gratitudine e gioia infinita. Monte Tabor, lascio andare e faccio spazio così che la vita mi riempia di tutti i suoi doni. (Silvia Andreoli)

Siamo a Nazareth, dove tutto ha inizio, anche questo viaggio. Il sì di Maria e di Giuseppe mi ricordano che tutti noi Siamo perché qualcuno nella nostra vita ha detto un sì. Grazie Gesù perchè quell’uomo che non è mio padre ha scelto di prendersi cura di me come di una figlia. Tabor: silenzio. (Giorgia Veneziano)

Suoni, sapori e lingue sconosciute, eppure partecipare alla S.Messa non è un problema, la Fede tocca senza fatica i cuori di tutti… e con la uipuv201616salita sul Monte Tabor comincia a guadagnare terreno quell’ospite tanto gradito all’anima quanto mal tollerato dalla quotidianità: il silenzio. (Ilaria Coledan)

Scendere dal Tabor, recitando il rosario e cantando insieme. Mentre il sole tramonta, il cielo si tinge e le luci iniziano ad accendersi, sia nella vallata ai nostri piedi, sia in cielo. Il cuore si apre e ti senti parte di un mondo in cui, nonostante spesso l’odio sembri vincere, tanta Bellezza non può che far nascere Amore. (Sarah Libanore)

Nazareth ci accoglie e ci dà il benvenuto. Salita a piedi al Tabor e discesa con fiaccole molto suggestiva. (Roberta Crespi)

Molto toccante la discesa con le candele. Un po’ pagata fisicamente anche se lo spirito suggeriva di farla dato che non ero salita a piedi. Suggestivo e bello aspettarci fra chi era in difficoltà. (Chiara Rossini)

Con il sole a picco sulla testa, il fiato corto per la fatica, lo sguardo che abbracciava quel paesaggio di monti in lontananza, il cui profilo porta una memoria antica e preziosa, le mani strette attorno a quel rosario come ad un sostegno…ho pensato: ‘i miei passi sui suoi…chissà come si sentiva Lui salendo questo monte…’ (Lorena Biondi)

Rimarrà nel mio cuore la salita al Tabor: trovare un amico seduto su un sasso, sorridergli, passare oltre, farmi fermare dalla sua voce che mi ricordava che due anni prima avevamo completato quel percorso insieme. E lui era lì ad aspettarmi per ripetere quel gesto perché non era così scontato essere di nuovo lì, insieme. (Meris Angelini)

La preghiera e la santa messa presso la casa di Maria Misericordiosa, a Nazareth (Basilica dell’Annunciazione) mi hanno toccato e commosso. Ho potuto sentire, bene, come il Signore e la Mamma Celeste siano concretamente vivi! Ed amano veramente! (Cristiana Moretti)

La parola che ha guidato questa giornata è stata “affidamento”. Lungo tutta la giornata ho continuato a ripetere al Signore che non avevo particolari aspettative per questo Viaggio, ma che avrei semplicemente aperto il Cuore e mi sarei lasciato stupire. (Luca Zazzera)

uipuv201613Il silenzio di duecento persone durante la salita sul Tabor è stato affascinante, ed ancora più fantastico il rosario ed i canti durante la discesa, illuminati inizialmente dal tramonto e successivamente da tante candele che risplendevano nella notte. (Matteo Fornari)

‘Più lunga sarà la salita, più in alto arriverai. E più bello sarà il panorama!’ Quando pensi di non riuscire, di non avere la forza, di non farcela: è il momento più duro ma più importante. Ti aggrappi alla Speranza che la tua fatica affidata al Signore possa diventare terra feconda. E alla fine, in cima, il panorama è stupendo. (Eleonora Gentili)

Pregare nel luogo dell’Annunciazione, che emozione fortissima! Dopo pranzo sotto il sole cocente salire al Tabor è stato il momento più “duro” fisicamente parlando per me, però avevo come compagno di camminata il Mister. La catechesi di mons. Sigalini, la recita del rosario scendendo dal monte, quanto bene, gioia, grazia. (Giorgia Veneri)

L’essere lì dove tutto è iniziato, dove Lui ha deciso di venire tra noi, come uomo tra gli uomini.. ancora di più come ultimo tra gli ultimi figlio della fanciulla prescelta nell’ultima casadel villaggio..e tutto questo che fermenta nel cuore durante la salita e discesa nello spettacolo del Tabor. (Saverio Borghi)

Nazaret non è più il piccolo villaggio del Vangelo, sopra i resti delle piccole antiche grotte ora sorge la grande  Basilica dell’Annunciazione, un grande grembo che ci ha accolti con la stessa generosità di Maria; un ottimo inizio per un grande pellegrinaggio. (Franca Viarengo)

La salita al Tabor è avvenuta nel pomeriggio, nella quale si è potuto gustare di paesaggi fantastici che rispecchiavano la personalità di Gesù, come le colline dolci e delicate, punteggiate da zone sassose che ricordavano la sua passione e gli aspetti più duri della sua vita. (Gloria Ballini)

La messa in arabo nella chiesa dell’Annunciazione, nel giorno dell’Annunciazione, è stato un momento speciale: anche se la lingua non si uipuv201617capisce, ho avuto subito la sensazione di essere “a casa”, tra persone di cultura diversa ma con la stessa fede e uniti da qualcosa di più grande. Salam Aleikum. (Luca Echerle)

Che Meraviglia! Nazareth mi è piaciuta da subito. Amore a prima vista! Colori, odori, rumori, cibo e musica diversi dall’ordinario mi hanno aperto nuovi orizzonti. Il “si” di Maria, celebrato alla Basilica dell’Annunciazione e la salita al Monte Tabor hanno reso la prima tappa del viaggio LUMINOSA. (Daniela Vitale)

«Sono caduta molte volte ma non ho ancora capito che anche fare un solo passo sposta tutto l’equilibrio.» (Alice Cordenos cit. The Sun)

La basilica dell’annunciazione tutta per noi, la celebrazione con gli abitanti di Nazareth, la salita al Tabor costata un bel po’ di sudore e la discesa con la fiaccolata… chissà se il frate custode si chiederà mai come siamo usciti dal convento, una giornata davvero a cuore aperto! (Luisa Pierantoni e Andrea Tollardo)

Messa alla Basilica dell’Annunciazione, scendere e leggere “Verbum caro hic factum est” un sorriso è nato spontaneo, nel pomeriggio il monte Tabor, salita non facile, ma propedeutica per la basilica della Trasfigurazione, la discesa recitando il rosario, nella semplicià dei passi, di una candela e di un rosario. (Rita Covre)

Guardare intensamente quella grotta, pensare a quella chiamata, a quel “Eccomi” … sentire il cuore scoppiare… Commozione! (Elena Basso)

Ogni volta che il mio sguardo incontra quello di Elisa, la mia compagna di viaggio, incredule ci ripetiamo “ci siamo, è tutto vero!”. Il momento più bello di questo giorno è la “faticosa” salita al Monte Tabor sotto il sole caldo della Terra Santa e il rosario con le fiaccole nello scendere mentre il sole tramonta. (Chiara Fornari)

uipuv201624Domenica nel primo pomeriggio siamo saliti sul monte Tabor. È stato molto faticoso e ho avuto più volte il pensiero di fermarmi perché non ci sarei riuscita, ma ho continuato e sicuramente ne è valsa la pena! Dopo la splendida catechesi, i The Sun ci hanno sorpreso con alcune canzoni che mi hanno rallegrato e divertito. (Beatrice Borgo)

Le facce delle persone in difficoltà nel salire il Tabor! Per me una passeggiata semplice… ma per molti, che sforzo, che sfida! Ed il rosario tenuto in mano così stretto da tutti: oh, questi ci credono davvero! Pregano! …e non si vergognano! Meraviglia, alla fine avete fatto pregare anche me! (Alberto Rettondini)

Il Verbo si è fatto Carne: Eucarestia alla Basilica dell’Annunciazione. Tabor in prezioso silenzio, con il dono di vedere raggiungere la meta anche chi solitamente non avrebbe mai affrontato una salita. Scoprire di essere “affetta” da oligopistia. S. Rosario con fiaccolata affinché la Luce raggiunga coloro che si trovano nel buio. (Francesca Sergioni)

Salire al Monte Tabor stringendo la coroncina del rosario intensamente tra le mani, con pensieri che affollano la mente e con domande che non mi mollano. Poi la discesa, la recita del rosario, il tramonto, le fiaccole e il cuore che per un po’ ritrova la pace. (Cristina Gamba)

Nazareth. Messa in arabo presso la chiesa dell’annunciazione accompagnata da scout, banda e sbandieratori. Salita al monte Tabor e discesa recitando il rosario guidati dalla luce della candela. (Anita Bonato)

E via si parte. La camminata sul monte Tabor , una salita che ho vissuto in profondità, a tratti in compagnia e a tratti da sola, dove ho potuto contemplare la bellezza del Creato, sentendomi parte di esso e la gioia di pregare in unità per la pace, accompagnati da un tramonto pieno di colori. (Federica Dissegna)

Nazareth, dove una giovane ha detto il suo Sì, il sì più importante, impegnativo anche. E Giuseppe, il suo di sì, costante, fedele. Ci pensavo nella discesa dal Tabor, con quei colori negli occhi, la luce delle fiaccole, le nostre voci. Siamo tornati da Maria, la sera, e l’ho sentito: siamo qui. (Stefania Gianatti)

Ho vissuto la salita sul monte Tabor come la metafora della “lotta” quotidiana contro ogni tipo di dirompente forza negativa che ci impedisce di essere liberi. Durante il cammino, però, ho ricevuto una nuova consapevolezza: è questa fragilità che ci permette di vivere con maggiore intensità e profondità. (Francesca Leoni)

Quando le Dio-incidenze sono sempre pronte a stupire…oggi sono 11 mesi di matrimonio, siamo a Nazareth, dove quel SI ci è da esempio ogni giorno. Siamo a Nazareth e qua c’è la festa dell’Annunciazione. Un Dio che sa stupire di più esiste? Il Tabor…come vivere a pieno l’idea della meraviglia dopo la fatica. Passi verso l’alto. (Samuele Buson)

Nazareth. Qui il cielo ha toccato la terra e tutto è iniziato. Il Patriarca ci ricorda “Qui siete a casa vostra”. Sí, qui ci sentiamo a casa. (Giovanni Martinelli)

Salita al Monte Tabor: tanta fatica, ma che gioia all’arrivo! Gesù si sceglieva sempre dei posti meravigliosi! La recita del rosario scendendo dal monte portando il segno della luce ricevuta in cima è stato l’inizio di un percorso. (Laura Masiero)

Ricorderò a pieno la salita al Monte Tabor, la bellezza dell’esser arrivati in cima in silenzio, ognuno con le proprie difficoltà e affidando al uipuv201610Mister i nostri pensieri. Nulla è stato poi più emozionante ed appagante del testimoniare la Trasfigurazione con la discesa in fiaccolata pregando il Rosario. (Melinda Dalla Libera)

Quando mi hanno detto che la salita al Monte Tabor andava fatta a piedi ho avuto paura: ce l’avrei mai fatta ad arrivare su tutta intera? Ho camminato per mezz’ora con un rosario in mano e nessuno accanto a me, ma non ero da sola: “nella fatica riposo, nella calura riparo” mi dicevo e Tu mi tenevi per mano. (Aurora Pagliocca)

Nazareth, tutto è cominciato qui! Maria grazie per il tuo Si, servito a generare la Via, la Verità e la Vita! Monte Tabor ogni curva pareva la stessa appena percorsa, mi ha ricordato la sensazione che vivo quando mi accorgo di scivolare sullo stesso errore.  (Laura Bovenga)

ANNUNCIAZIONE: Come il tuo “SI”, Maria, vorrei fosse il mio “si”…  Come il tuo “ECCOMI” vorrei fosse il mio “eccomi”…  Tu serbavi tutto nel tuo cuore di madre, lacrime e pensieri, dubbi e carezze… Io non so se ci riuscirò, ma vorrei provarci…  Restami accanto, ci proveremo insieme… (Emanuela Fiorelli)

Basilica dell’Annunciazione… che emozione sapendo che qui è iniziata una storia d’amore solo perché una persona ha avuto il coraggio di dire sì a Dio e pregando il rosario al tramonto sul Monte Tabor anche noi possiamo dire sì a Dio. (Maria Manuela Cerca Neves Alves e Maria De Lurdes De Seabra Santos)

Un particolare del secondo giorno e’ stato che la mattina a Nazareth, la prima chiesa visitata era ortodossa. Una cosa piacevole e di apertura in attesa di una Chiesa Cristiana veramente unita. (Roberto Rossi)

Un momento molto speciale sul Monte Tabor, di profonda intimità con Mons. Sigalini…la celebrazione “privata” dell’eucarestia avvolta dall’atmosfera di quel luogo Santo ed alla vista di un panorama mozzafiato mi ha fatto sentire amata ed accolta da Colui che quei luoghi li ha attraversati per noi (Katia Bertorelle)

uipuv201611Tabor, ogni passo in salita verso te Signore è fatica, ma da lassù posso ammirare quanto hai fatto per me gratuitamente. (Giovanna De Pasquale)

Nazareth Basilica dell’Annunciazione: un Soffio, Un “Sì” al grande incontro che le ha toccato il Cuore. (Francesca D’Orazio)

Strada, fatica, sorrisi, canti, Luce, mani tese per aiutarmi col piccolo Francesco, parole di incoraggiamento, è caldo, è normale fare fatica, forza, dai…. In realtà sono io ad avere più bisogno…a voi sembro forte ma intanto dentro devo fare i conti con il me stessa che non voglio, la salita, i dubbi, il mio muro. (Laura Parma)

Le risposte arrivano con l’impeto e la gioia che solo l’amicizia con Gesù regala: capisco e sento subito che è il momento del cambiamento, sono chiamato ad un cambiamento. Quanto fatto finora è bello, bellissimo, ma non basta più. Non mi basta più; decido: ricomincio da Gesù! Sì, ancora Lui, ancora un’altra volta. (Davide Mussoni)

Il momento più forte è stato il ritorno dal Monte Tabor con la fiaccolata, vedere centinaia di luci nella notte e l’andata condivisa con Lemma. Quella era la prima volta che parlavo con lui, io sola, dopo quel discorso sono tornata veramente molto arricchita. Scoperta, entusiasmo e stanchezza. (Giulia Mussoni)

Gesù trasfigurato. La salita al Tabor più che faticosa è stata un momento per riflettere e pensare alla propria persona. La fiaccolata è stata come accendere una speranza in tutti noi. (Nicolò Mussoni)

“Venite et videte”, non il contrario; buttati, rischia, Affidati e solo dopo Vedrai. Un viaggio…forse per caso? per curiosità? Per “staccare”? No, perché Tu ci hai chiamato e noi rispondiamo Eccomi. (Marta Della Torre)

Tornando sui passi di Maria, davanti alla sua stanza resto assorta in silenziosa preghiera contemplando il Mistero che in quel luogo si compì nel suo grembo… Umile e Coraggiosa…continuando sui passi di Pietro che seguì Gesù sul Monte Tabor…Lui mi prende per mano proprio quando pensavo che con le mie sole forze non ce l’avrei fatta… (Filomena Bartolotta)

La solennità dell’Annunciazione vissuta nel luogo dove Maria con quel “si” ha reso possibile l’incarnazione del Verbo. L’intensa la salita al Tabor, resa pesante dalle proprie incertezze interiori, che con la preghiera e la magia della musica si trasforma in una scia di luce con la fiaccolata della discesa. (Mariana Donato)

Partire da Nazaret è stato capire quanto Dio sia –concretamente- presente nella nostra vita: tutto inizia da là, da “una bellissima storia d’Amore” e dal coraggio di una giovane ragazza di abbandonare i suoi progetti di vita in quelli di Dio per lei. E il mio? Salire e scendere il Tabor mi ha palesato quale fosse quello che IO dovevo lasciar plasmare da Lui. (Maria Chiara Lucci)

Per un fatto straordinario che si verifica solo ogni 141 anni, il 25/03/2016 è coinciso il Venerdì Santo con l’Annunciazione del Signore e uipuv201618quest’ultima grande festa è stata posticipata alla domenica a Nazareth: una solenne celebrazione con il Patriarca e, usciti in piazza, grande gioia con i tamburi e le trombe di Israele! (Gabriella Cortese)

La salita al Tabor: una fatica impercettibile, arrivare in cima e riempirsi dell’immensa Luce Trasfigurata! La vita è una strada in salita, sudore, dolori, prove, ma sotto quel sole, affidando il proprio si, l’anima s’innalza sicura in cammino verso la meta e da lassù: che Panorama! (Ambra Pieroni)

Come accade ad un bambino quando per la prima volta vede la neve, così il mio animo viveva quei giorni. Nazareth, una grotta così piccola per un Sì così grande! Tabor, una salita ad animo leggero e un arrivo in cima che mi ha spalancato ufficialmente le porte del cuore sciogliendo ogni emozione. Ha avuto inizio proprio lì il mio viaggio. (Martina Segatto)

La strada del Tabor è tutta in salita e fa riflettere per tutte le difficoltà della Vita. Dove ci sono i tornanti abbandono la strada e prendo i sentieri scoscesi di terra arida bruciata dal sole, sfioro la vegetazione e penso al Dio fatto uomo, alle sue fatiche nel portare la Croce e nel farsi carico di tutti i peccati del mondo. (Giannina Cortese)

Monte Tabor: E’ stato un momento unico, scendendo ho alzato gli occhi al cielo ed ho visto “la stella”, una linea di unione tra me e il mio papà! Un ponte tra cielo e terra ed ho capito che lui era lì con me vicino più che mai; proseguendo la discesa tra preghiera e riflessioni un bel tramonto mi riempiva gli occhi. (Valentina Crema)

La salita e la discesa dal Tabor sono state un’esperienza incredibile. È stato come iniziare a fare i primi passi nella Sua terra ma con la Sua presenza al proprio fianco… imparando fin da subito ad alzare lo sguardo, perché “se lo abbassi su di te, puoi solo che affondare”. (Benedetta Morosini)

Il dono ricevuto nell’essere nella basilica dell’annunciazione proprio nel giorno giusto, e potersi accostare alla grotta con molta intimità e raccoglimento…e poi il monte Tabor l ‘inizio fantastico di una catechesi condivisa in cammino. (Floriana Fiorese)

Hanno collaborato a questo articolo:

per il Laboratorio Foto: Sara Conte, Elena Basso, Michele Battista

per la Redazione: Meris Angelini, Emanuele Conforti, Elisa Zaffaroni

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