Don Tony Drazza: carta e matita ai tempi dei social

13 aprile 2017 | 2 Commenti

 

Nell’era digitale sono sempre più le persone, giovani e meno giovani, che rinunciano al fascino di carta e penna. Grazie all’utilizzo di smartphone e PC, pensieri e riflessioni vengono appuntati in file multimediali o condivisi attraverso i social network, allegando magari una foto che possa accrescere la curiosità dell’altro tanto da spingerlo a leggere il post.

L’odore della carta e il fruscio delle parole posate su di un foglio sono sensazioni non più esperite da molti. Spesso questo ci porta a contrapporre la comunicazione cartacea a quella digitale, eppure c’è chi ha saputo unire queste due forme di comunicazione riuscendo a diffondere ogni giorno, proprio attraverso i social network, pensieri positivi scritti #ConBlockNotesEMatita. È la geniale idea di don Tony Drazza, conosciuto da molti Spiriti del Sole per essere stato una delle guide spirituali di “Un Invito Poi Un Viaggio 2016” e, grazie al quale, è stato possibile vivere in maniera ancor più profonda ed intensa l’esperienza nel deserto del Negev.

Classe 1977, nato a Stoccarda ma cresciuto a Seclì, un piccolo comune della provincia di Lecce, don Tony è da sempre a stretto contatto con giovani e giovanissimi attraverso il suo servizio che attualmente lo vede impegnato come Assistente Nazionale del Movimento Studenti di Azione Cattolica Italiana e Assistente Centrale per il Settore Giovani di Azione Cattolica. Attratti dall’iniziativa e stimolati dalle tante condivisioni dei suoi post, abbiamo chiesto a don Tony di soddisfare alcune nostre curiosità. Buona lettura!

Don Tony, com’è nata l’idea di pubblicare sui Social un pensiero scritto in “block-notes e matita”?

Ho sempre amato i blocchi di carta e ho amato in modo particolare le matite. Sono due cose che mi danno leggerezza. I fogli di un block notes e la matita dicono molto della mia vita: sono strumenti leggeri, di poco valore economico, sempre a portata di mano. Ho da sempre scelto di vivere una vita semplice, capace solo a scrivere qualcosa di leggero senza mai impormi a nessuno. L’idea è nata, se non ricordo male, scrivendo un post per il giorno di Halloween e volevo e sognavo, che qualcuno lo leggesse. Sarebbe stato un post lungo e allora pensai che scrivendolo su un foglio qualcuno avrebbe prestato attenzione. Almeno per curiosità.

Chi o che cosa ispira i tuoi pensieri?

Cerco sempre di farmi ispirare da qualcosa di bello che leggo, che ascolto o che vedo in giro. Ho scoperto che quando mi emoziono, quando mi batte il cuore l’unico modo per “trattenere” l’insegnamento di quella determinata emozione è scrivere qualcosa di breve, incisivo che possa essere letto senza particolari accorgimenti. Sto capendo molte cose di me in questi anni. Mi sono reso conto che per vivere bene la mia vita ho bisogno di fermare le attività, pregare un po’ di più e ascoltarmi di più.

I tuoi post racchiudono il pensiero di Dio e della Chiesa, eppure quasi mai ci sono dei riferimenti espliciti, per cui la condivisione si espande ancora di più toccando anche i cuori di chi è ancora in ricerca o di chi ha sposato altre convinzioni. Cosa pensi che spinga queste persone a ritrovarsi nei tuoi post?

Tutti abbiamo bisogno che qualcuno ci dica che la vita vale pena di essere vissuta. Che c’è sempre un’opportunità per ripartire, che non è possibile pensare che tutto, nella nostra vita, sia un disastro. Tanti hanno bisogno di sentirsi dire che nei momenti di grande fatica la vita non chiude le strade ma addirittura ne apre altre, inaspettate, belle e  forse più vere. Sto capendo che tutti abbiamo bisogno di ripartenze e di ricominciamenti. Gesù nel Vangelo ci chiede di essere capaci di ripartire ogni volta. Non ci vuole perfetti ma ricomincianti.

I tuoi post sono sempre molto diretti e incisivi, eppure il più delle volte concludi con “una carezza”, è un modo per indorare la pillola?

No, non voglio indorare la pillola. Quando penso alla “carezza” penso alla morbidezza delle mani di mia madre che quando ero piccolo mi lavava il viso. Ci sono carezze stampate nella profondità del mio viso che sento nei momenti più intimi. La carezza, nella mia vita, appartiene ai gesti di chi vuole seriamente starti accanto. Essere morbidi e leggeri come una carezza; accarezzare significa riuscire a tenere le mani aperte, non trattenere nessuno e far sentire la dolce presenza nella vita dell’altro. Senza invadere. Con morbidezza.

Oggi si parla tanto degli effetti negativi di un’eccessiva socializzazione mediatica che tende ad impoverire i rapporti soprattutto tra i giovani. Tu che trascorri molto tempo a contatto con loro, che opinione hai a riguardo?

Mi interessa capire perché tanti preferiscano lo schermo di uno smartphone e non il volto di una persona. Questo mi inquieta e non solo tra i giovani. Se cercano di rifugiarsi dentro una realtà mediatica io mi chiedo che cosa non hanno trovato in noi di interessante. E poi ho visto che i giovani riescono ad avere profondità inaspettate: ci sono alcuni post bellissimi. L’ideale sarebbe che tutti riuscissero a dire con le parole e con la bocca, e non solo sui sociali, le cose bellissime che si portano dentro.

E tu, don Tony, che rapporti hai con i social?

Mi piace esserci. Ho visto che con i pensieri e con la delicatezza del linguaggio puoi arrivare al cuore di tutti. Ma con i social bisogna avere un rapporto che si viva anche quando metti il piede fuori di casa. Non sopporto la violenza, il linguaggio contro qualcuno e le condivisioni forzate. I social sono uno strumento nelle nostre mani e noi dovremmo farli diventare buoni.

Quanto è importante il rapporto con “block-notes e matita” per te?

È un rapporto intimo. Alla fine sto raccontando molto di me, dei miei pensieri e dei miei sogni. Sto imparando pian piano a conoscermi meglio. E in più è una sfida: non tutto quello che io scrivo sono capace di viverlo. Non sono cose che io ho risolto ma so che sono importanti. Non è importante essere perfetti ma ricomincianti!

Cos’è per te l’Amore?

L’amore è possibilità, è strada nuova, è smuovere il cuore, è capacità di guardare sempre con occhi nuovi realtà vecchie. L’amore è essere rifugio per l’altro. L’amore è saper trovare il bene in ciascuno. L’amore è la forza necessaria per vivere. L’amore ti permette di abbracciare qualcuno che non merita un abbraccio. Se non abbracci colui che ha fatto qualcosa di sbagliato non sei “uno forte” ma semplicemente non sei attraversato dall’amore.

Alla fine di questa intervista, se dovessi scrivere un pensiero #ConBlockNotesEMatita, quale sarebbe?

 

Redazione In-Formazione

2 commenti

  • Francesco says:

    Caro Don Tony,

    abbiamo bisogni di sacerdoti come te!
    Abbiamo bisogno di sacerdoti che puntino all’essenziale, al cuore!

    Le tue parole accompagnano tutte le mie giornate. Ti considero un vero amico e non solo un amico solo perché sei in grado si “accarezzare” il cuore e lenire le ferite.

  • marisa marras says:

    Pienamente d’accordo cerco di stare lontano da onde elettromagnetiche e uso cellulare e computer al bisogno essenziale perché è preoccupante l’uso odierno che si sta impadronendo dei giovani. É simpatico FB per cercare gruppi che la pensano come me e condividere le idee ma cerco di essere selettiva per ridurre fino a trovare i più vicini e creare lavoro o altre attività direttamente se le condizioni lo permettono e sempre in compagnia del notes per appunti sia negli incontri che in casa per immortalare pensieri utili creativi che altrimenti dimenticherei a causa degli impegni ordinari di per se già numerosi!..

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