Musica e parole: quando il rock incontra il Vangelo

16 novembre 2017 | 2 Commenti

Musica. Melodia e parole? Etichette e generi? Qualcosa di più, con Qualcuno in più.

Ogni domenica sulla pagina Facebook di Officina del Sole viene condiviso dal Laboratorio Arte&Musica un brano musicale, accompagnato da una breve spiegazione circa la genesi e il significato del pezzo scelto.

È un modo per condividere insieme la passione per la Musica e un messaggio autentico: il Vangelo di Cristo.

Così, come Redazione In-formazione, ci siamo posti una domanda molto semplice: esiste una musica “cristiana”? E, nel caso esistesse, è solamente relegata ad una tradizione desueta e bigotta?

Partendo dall’assioma che comporre un’opera – di qualunque natura artistica si tratti –  coincide nella maggior parte delle volte con l’espressione più intima del proprio essere e talvolta diviene un’esigenza naturale dell’interiorità, ad esempio per superare un momento particolare della vita, categorizzare un pensiero individuale o collettivo di una band viene dunque a costituirsi come un’impresa che rasenta l’impossibile. Quindi sfatiamo a prescindere la catalogazione “Christian Music”.

Possiamo identificare i lavori degli artisti che conosceremo insieme come musica che accompagna messaggi universalmente riconosciuti, di integrazione, pace e armonia con il Creato, ma riconducibili in maniera più o meno diretta agli insegnamenti del Vangelo.

Una piccola precisione: questo pezzo non si pone alcuna finalità di giudizio tecnico-musicale o contenutistico ­perché dobbiamo tener sempre conto della libertà d’espressione individuale e collettiva e delle esperienze musicali eterogenee e distintive di ognuno.

Prima di continuare a leggere quest’articolo, ci permettiamo di consigliarvi di ascoltare il brano suggerito alla fine della biografia di ogni singolo artista.

 

U2

La rock band di Dublino sfata subito ogni possibile etichettatura convenzionale. Infatti Paul David Hewson – in arte Bono Vox – e soci portano alla ribalta dal 1976 sui palchi più prestigiosi del panorama musicale internazionale, canzoni che hanno scaturito e ancora oggi suscitano emozioni nei cuori di diverse generazioni.

«La vera forza di questo disco è che attraversi gallerie buie e paesaggi desolati, ma al centro di tutto c’è la gioia»

(Bono Vox)

Così parlerà Bono dell’album “The Joshua Tree”, probabilmente l’apice della carriera degli U2 oltre che un simbolo di riferimento per gli interi anni 80’ e che fino al 2009 venderà oltre 28 milioni di copie in tutto il mondo.

Un arrangiamento indiscutibile segna lo sviluppo dell’intero album, delineandolo come un’opera d’arte in tutto e per tutto. I testi, rimasti indelebili nella storia del rock, accompagnano chi li ascolta, in un viaggio non solo nell’interiorità di Hewson, ma nella dimensione più intima e delicata del cuore dell’umanità.

 

Matt Maher

Classe 1974, il giovane Matt colpisce subito i suoi genitori per le sue grandi capacità musicali e segue fin da piccolissimo lezioni di pianoforte. Con il passare degli anni si appassiona al jazz, al blues e al rock.

Nel 2000 comincia la sua carriera da artista e nel 2002 ha l’onore di ricevere la Grammy nomination for 2002 Best Pop/ Contemporary Gospel Album of the Year. Il Grammy, ricordiamo è il massimo riconoscimento musicale negli Stati Uniti.

I testi dell’artista canadese, spiccano per essere delle vere e proprie preghiere a Dio, senza molti giri di parole. Dirette e toste, sono lì, al centro del cuore, dove conta davvero. Non si nascondono, non cercano di fuggire dalla realtà. A volte quasi sfidano la condizione umana, cercando con tutta la forza possibile l’abbraccio del Padre, presentando a Lui tutte le fatiche e le difficoltà della vita di ogni giorno. Con la sua musica melodica e delicata, accompagnata dalla sua voce profonda e a volte graffiante, tocca le corde dell’interiorità dando voce alle preghiere degli ultimi.

Maher partecipa anche a diverse Gmg, fra cui quella di Rio de Janeiro nel 2013. Vi lasciamo la sua performance da brividi durante la Veglia di Adorazione del sabato sera nella spiaggia di Copacabana davanti a più di 3 milioni di persone.

 

Reale

Proseguendo il nostro giro del mondo, torniamo momentaneamente nel Belpaese, suggerendovi i Reale, autodefinitesi “Rock band di Christian Music”.

La loro è una storia di quelle impossibili: giovani e ribelli con il vizio della droga. Alessandro (voce e chitarra) e Francesca (voce e cori) – oggi marito e moglie – si sono conosciuti tramite, quella che loro stessi definiscono la loro “Madre”, Suor Elvira della Comunità Cenacolo durante il percorso di disintossicazione. Lui, chitarrista dotato di una voce potentissima. Lei, ragazza ribelle con tanto da urlare al mondo. Dio, attraverso i gesti di Madre Elvira, ha rispolverato il loro grande sogno: la Musica.

Così piano piano sono i precursori in Italia di un genere conosciuto finora solo Oltreoceano e nascono così i Reale. Non c’era ringraziamento migliore verso il Cielo che mettere a frutto la loro dote migliore: cantare con tutto il cuore possibile.

 

Eman

Una piccola realtà dalla voce trascinante. Eman è una band di sette giovani ragazzi che sfatano il cliché che la musica che parla di Dio è solo uno stridio di chitarre acustiche scordata; abbattono questo muro ideologico con un melodic rock contemporaneo e attuale, traducendo in modo tangibile e a portata di mano il messaggio della vita di Gesù. Tramite la musica parlano di un Dio reale e interessato alla nostra vita, fatto uomo e cosciente di tutto ciò che viviamo, gioioso per il miracolo che ognuno di noi rappresenta in questo mondo.

 

Hillsong United

Attraversiamo un altro Oceano, questa volta quello Pacifico, con l’Australia come destinazione. Sono il gruppo rock cristiano più conosciuto sul Pianeta, anche grazie alle traduzioni delle loro canzoni in moltissimi Paesi; per quanto riguarda l’Italia ricordiamo il repertorio Rns. Appartengono alla Chiesa Evangelica Pentecostale Australiana che si occupa anche di musica cristiana contemporanea.

La loro storia è lunga e articolata ed ora gli Hillsong si dividono in varie realtà musicali minori.

Ciò non toglie la bellezza del loro progetto, sia in una dimensione artistica che spirituale. Partono come coristi nelle loro chiese e pian piano dal 1998 si sviluppano come una vera e propria band, vivendo ora con gli Hillsong United tournée internazionali che ogni anno toccano moltissimi Paesi.

Uno dei singoli più conosciuti è “Oceans”, un salmo splendidamente trasposto in musica e interpretato dalla voce delicata ma allo stesso tempo energica e ruggente della cantante Taya Smith.

Nel 2009, “Across the Earth: Tear Down the Walls” raggiunse il 2º posto nella chart USA iTunes per album, solo dopo il noto rapper Eminem.

Ma lasciamo spazio alla musica con un video direttamente girato sul Lago di Tiberiade.

 

Skillet

Non puoi indossare abiti neri, non puoi ascoltare musica che comprenda batteria e chitarre, non puoi aver i capelli lunghi, non puoi far questo e non puoi far quello. Era tutto così senza vita. So di aver letto la Bibbia ed è stato come… Questo non è quello che dice la Bibbia. Mi piace l’idea di vivere per Gesù, ma odio l’idea di vivere per te. Lo sai?

Queste le parole rilasciate da John L. Cooper, frontman della band, circa l’idea di portare sul palco un messaggio cristiano supportato da musica hard- rock e melodic metal.

La band nasce da un esperimento discografico a cavallo degli anni 2000. Non a caso il nome Skillet richiama il significato latino di satura lanx, un piatto misto improbabile, dove si mescolano vari gusti.

Non è un caso che l’esperimento non dia gli esiti voluti ma John incontra Korey – sua attuale moglie da cui hanno avuto anche due figli – e decidono di continuare a suonare insieme portando avanti una realtà musicale decisa e grintosa associata a testi autentici e che raccontano le loro vite. John comincia a ripercorrere le tappe più dolorose della sua vita, dalla scomparsa della madre durante gli anni del Liceo, al rapporto burrascoso con il padre, oltre che ai numerosi sacrifici con cui ha dovuto convivere durante la sua adolescenza. Ne scaturisce una voce travolgente e risoluta pronta a scuotere chiunque la ascolti.

Da tutto ciò nasce una musica diretta, forte, potente che loda l’opera, molte volte silenziosa e umile, di Dio nelle nostre vite. Non lascia indifferenti, invita a togliere la naftalina dai propri sogni e a puntare in alto senza compromesso alcuno.

 

Ovviamente questa è una rassegna solo parziale delle varie realtà musicali presenti nel nostro orizzonte.

Se in Italia ciò è ancora un fenomeno di nicchia, pur in continua e vertiginosa ascesa – ricordiamo anche i nostri amici The Sun ovviamente –, in Sud America è ormai un movimento consolidato da anni grazie ad artisti come Ana Paula Valadao, oppure ricordiamo, a livello internazionale, il nome leggendario di Matt Redman, autore di “Blessed be your Name” portato alla ribalta tra il pubblico della nostra Penisola dalla performance di suor Cristina, vincitrice di The Voice. Altri nomi di rilievo sono Chris Tomlin con la personalissima “Our God”, canzone intima e dalle molteplici facce per via della sua profondità. Infine ricordiamo una band che ha visto la propria apparizione anche nel film “God’s not dead”, ovvero i Newsboys con la canzone che ricalca il titolo stesso della pellicola.

Lasciate sempre che la Musica accompagni le vostre giornate, le vostre vite e i vostri sogni. Non ci resta che augurarvi buon ascolto a Cuore Aperto!

Redazione In-Formazione e Laboratorio Arte&Musica

2 commenti

  • Andrea says:

    Un applauso a questo articolo!!! Personalmente, mi è sempre piaciuta la canzone “40” degli U2 che chiude il magnifico album War… E’ una rilettura favolosa del relativo Salmo e dimostra come si possa ancora oggi, in modo raffinatamente pop, cantare i salmi. 😉

  • Nadia Rep.di S.Marino says:

    Sarebbe bello se un giorno venisse realizzato un grande concerto di rock band cattoliche tutte insieme per cantare al mondo l’amore del Signore .

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