Uniti, audaci, mai vinti: questi siamo noi!

17 maggio 2018 |

L’idea di questo articolo nasce dal ricordo di un momento vissuto con l’Officina qualche anno fa. Un ricordo indelebile, stampato nel cuore e negli occhi come fosse un’istantanea…

Poco più di tre anni fa, il 1° novembre 2014, dopo l’ultimo concerto del tour Luce, ci siamo ritrovati presso la parrocchia dei Santi Donnino e Sebastiano di Borgonuovo (BO) per la Santa Messa, per ringraziare dei doni ricevuti durante l’intera tournée e in particolare nei due giorni trascorsi insieme. Immaginate una parrocchia a pianta quadrata, leggermente pendente verso il presbiterio e con i banchi rivolti verso questo. Al suo interno tantissime persone, soprattutto giovani, provenienti da varie città, da varie esperienze, appartenenti a movimenti, associazioni, parrocchie diverse che diventavano UNO in segno di ringraziamento e gratitudine. Tra queste, persone ancora alla ricerca della propria dimensione spirituale che, nello scambio con altre persone, si arricchiscono ed arricchiscono la vita degli altri. Guardandoci tutti lì riuniti, conoscendo l’esperienza di molti di noi, abbiamo avuto l’impressione che quel momento fosse un bellissimo spaccato di Chiesa. Sono passati ormai un po’ di anni, ci siamo ritrovati e continuiamo a ritrovarci in molte occasioni, sono nate bellissime amicizie, abbiamo vissuto esperienze molto forti e ogni volta che qualcuno ci chiede cos’è l’Officina del Sole e chi ne fa parte, l’immagine di quel momento vissuto insieme nel 2014, torna alla mente in modo prepotente.

Così abbiamo pensato di raccogliere l’esperienza di molti di noi per provare ad esprimere in che modo quanto viviamo in Officina si fonde e permea la vita di ciascuno, ognuno nella propria realtà, in movimenti, associazioni, parrocchie o semplicemente nella ricerca spirituale personale.

Abbiamo raccolto in un video le esperienze di tutti gli Spiriti del Sole che, a cuore aperto, ci hanno offerto il loro contributo e in una breve intervista le esperienze di quattro Spiriti del Sole che hanno voluto condividere con maggiore intensità la loro esperienza. Sono Meri Bertolo, della provincia di Pordenone, responsabile, in Officina, del laboratorio foto che si impegna a catturare i ricordi dei momenti più significativi vissuti dagli Spiriti del Sole; Tanya Pellizzato, della provincia di Venezia, educatore di Azione Cattolica e responsabile parrocchiale dei Giovani; Sarah Libanore, giovane della provincia di Rovigo ed Elena Basso, vicentina, energicamente al servizio di Officina sia nel laboratorio Foto che nel laboratorio Arte&Musica.

Quando si presta servizio in parrocchia o si fa parte di un Movimento o Associazione, si cerca di portare il carisma di questi ambienti un po’ in tutti gli ambiti della propria vita. È così per voi?

Tanya

Tanya: «Mi sento a tutti gli effetti educatrice, è ciò che sono. Cerco di essere una vera testimone in tutti gli ambienti che frequento, lavoro e tempo libero inclusi, ma sono anche una giovane in cammino che desidera far crescere la propria fede nella condivisione con gli altri. Sono contenta di quello che vivo in Officina e mi piace il fatto che sia aperta a tutti: questa varietà, che si riscontra sia nelle diverse età, che nelle vocazioni presenti, fa la differenza. Sono fortunata perché posso dire di far parte di due grandi e complementari famiglie nelle quali si avverte la presenza di Gesù e si vive il Vangelo nella preghiera, nel servizio e nella fraternità.»

Meri: «In Officina cerco di portare le esperienze e le modalità che negli anni in Azione Cattolica ho imparato e vissuto, e che sono diventate parte di me e di ciò che è la mia vita. Gli Spiriti del Sole, con carismi, esperienze e vissuti diversi dal mio, sono fonte di confronto e scambi di opinione: ci si consiglia e si cammina insieme nonostante le distanze. L’incontro crea una preziosa occasione per fare il punto del proprio percorso, trovando appoggio e sostegno, oltre a tanti racconti e risate.»

Meri

Elena: «Una realtà che ho frequentato è la Papa Giovanni XXIII dove la fede la si vive col servizio, agendo! Questo per me vale più di mille parole, ti fa sentire utile e attivo e ricevere una carezza da chi non ha voce ha un valore inestimabile. L’impegno di ciascuno credo sia quello di mantenere viva la fiamma che è dentro di noi, chiedendoci, ogni giorno, con convinzione e un pizzico di pazzia, “Che Bene c’è?”. È una parola che smuove positivamente la nostra anima, anche nelle difficoltà, è ciò che ci spinge poi ad agire, o almeno a provarci.»

Sarah: «Credo sia importante fare una distinzione tra “essere” animatrice e “fare” l’animatrice. Io sono una animatrice e non faccio l’animatrice, e questo mi permette di sottolineare che certi modi di essere non sono vestiti che si indossano e si tolgono a piacimento, in base all’ambiente in cui si è o alle persone con cui si sta, ma ci definiscono e identificano. Vale anche per la Fede: non è una cosa che si accende e spegne a comando, dobbiamo imparare a sentirla nostra e a viverla in ogni istante della nostra vita. Officina mi aiuta a ravvivare quella fiamma che dà Luce ad ogni giorno, portandomi a riflettere sul mio legame con gli altri e con Dio e aprendomi la mente e il cuore.»

L’essere in ricerca della propria dimensione spirituale è un’esperienza comune a tanti, non solo a chi non sa se credere o meno nell’esistenza di Dio. Ma da cosa parte questa ricerca?

Elena

Elena: «Fino a poco tempo fa la mia ricerca partiva dal fatto che a volte mi mancava tutto, a volte niente e in mezzo a queste due dimensioni c’era lo scorrere del tempo. Ogni esperienza fatta in questi anni (dal lavoro, alla condivisione della fede, al sociale…) mi ha lasciato e mi lascia dentro qualcosa che mi stimola a dare, fare, agire. Quando sento che mi manca qualcosa, cerco di rendermi utile e di donarmi agli altri con la presenza tramite un incontro, un messaggio, una telefonata, un vocale. È nel coltivare queste relazioni che trovo le risposte che cerco e la motivazione per donarmi di più».

Tanya: «Scoprire la personale vocazione per dare un senso alla propria vita è nel DNA di qualsiasi giovane. E da qui nascono le grandi domande sull’esistenza di Dio. Nel mio caso, pur avendo sempre vissuto dentro la Chiesa, è stato il vuoto che in un certo periodo sentivo dentro di me a darmi la spinta per osare e non avere paura di “metterci la faccia”, ma anche vivere esperienze forti di fede e di servizio e avere relazioni autentiche con gli altri mi hanno salvato dall’apatia. Il momento decisivo però è stato l’Incontro con Gesù vivo, perché ho capito che, fidandomi di Lui, potevo avere un’esistenza piena e felice.»

Sarah: «Credo che la ricerca parta dalle domande. Chi vive da solo, chi non apre mente e cuore, certe domande difficilmente le incontra: esse nascono dal dialogo, dal confronto, dalla conoscenza del diverso. Sono gli stimoli esterni che le fanno nascere in noi: viaggiare, incontrare, leggere, ascoltare, scontrarsi con chi ha opinioni diverse da noi per capire più in profondità ciò in cui crediamo.»

Possiamo, dunque, paragonare Officina ad una rete fitta di relazioni?

Elena: «Quando si vivono momenti difficili, quelli che ti mettono alla prova, il poter condividere, confidarsi, affidarsi a qualcuno non è una cosa sempre scontata. Trovare persone che sembra ti stiano aspettando anche solo per un abbraccio, o persone che con una parola o frase ti aprono occhi e cuore, ti fa capire che Amare e Amarsi è possibile. Non c’è nulla di più bello e gioioso di poter essere per l’altro abbraccio, parola inaspettata, presenza. Ogni giorno condivido e mi confronto con persone che fanno parte dell’Officina perché da questo ottengo importanti spunti e slanci per lavorare su me stessa.»

Sarah

Sarah: «Sì. Ad ogni incontro si raccolgono nuove idee e nuovi spunti da portare a casa, si incontrano persone che poi possono raccontare le proprie esperienze cariche di Vita e si coinvolgono sempre più ragazzi in concerti, raduni e ritiri per condividere questo clima familiare e vivere insieme momenti carichi di Bellezza.»

Tanya: «Officina è un gruppo piuttosto grande, che ha voglia di crescere e si fonda sulle relazioni tra i suoi membri. Quando ti incontri infatti percepisci la gioia nel ritrovarsi e in quel momento è ben visibile la rete che lega tutte queste persone, ma anche il fatto che è aperta alla novità. Io stessa ne faccio parte da poco, ho trovato però fin dall’inizio persone pronte ad accogliermi a braccia aperte, felici di incontrarmi e conoscermi.»

Ringraziamo di cuore tutti gli Spiriti del Sole!

Redazione In-Formazione

  • Elisa Mor says:

    Grazie per questa condivisione.
    Non siamo soli. Siamo una comunità. Siamo il sale della terra. Siamo tralci della stessa Vite. E’ così che Lui ci vuole.
    Mi piace molto la frase di Elena: “non c’è nulla di più bello e gioioso di poter essere per l’altro abbraccio, parola inaspettata, presenza”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *