Possa la strada sollevarsi per incontrarti.
Possa il vento stare sempre alle tue spalle.
Possa il sole splendere caldo sul tuo viso.
E la pioggia cadere leggera sui tuoi campi.
E finchรฉ ci incontriamo di nuovo, possa Dio tenerti nel palmo della sua mano!
Cosรฌ recita un’antica benedizione irlandese. Prova a leggere queste poche righe immaginandoti su un sentiero: il vento soffia leggero, il sole ti illumina il viso, lo zaino รจ sulle tue spalle e il piede รจ pronto per un nuovo passo, su una strada antica, percorsa, nel corso dei secoli, da milioni di pellegrini come te. Il tuo passo รจ quello di San Francesco dโAssisi, di San Giacomo, di un ragazzo che cammina poco piรน avanti.
Questo articolo parla dei Cammini, non di uno in particolare, ma di tutte quelle esperienze โzaino in spallaโ in cui i piedi sono il mezzo per raggiungere un luogo (sia esso Roma, Assisi, Santiago di Compostela).
Attenzione: non vogliamo essere una guida turistica o unโagenzia viaggi! Noi della Redazione In-Formazione vogliamo semplicemente raccontarvi questa esperienza di viaggio, del corpo e dellโanima, attraverso le voci di alcuni Spiriti del Sole che hanno scelto il Cammino. Abbiamo fatto a Mariachiara, Elisa e Annapaola alcune semplici domande per capire, riflettere ed immedesimarci nei loro viaggi.
Leggi le loro storie e se nel tuo cuore lo senti… Parti, senza paura, solo uno zaino sulle spalle, scarpe comode e la certezza di non essere mai solo.
In fondo tanto sai che non ti lascerai scappare un’avventura taleโฆ
Cosa ti ha spinto ad intraprendere l’esperienza del Cammino?
Ho vissuto lโesperienza del Cammino di Santiago per due volte nellโarco di 4 anni, nonostante io non abbia mai avuto la possibilitร di percorrerlo per intero (abbiamo fatto soltanto gli ultimi 170 km circa). In entrambe le occasioni ero in compagnia della mia famiglia e di pochi amici tra i piรน stretti e di una guida spirituale: il primo anno รจ stato soprattutto mio padre a desiderare fortemente di vivere e farci vivere questa esperienza, affascinato dai racconti e dal trasporto emotivo di un suo caro amico. Diverso รจ stato invece per la partenza del secondo anno: รจ risaputo che quando si vive unโesperienza meravigliosa la si vuole ripetere e talvolta condividere con chi nel tempo รจ entrato a far parte della propria vita. Cosรฌ un po’ su richiesta da chi avevamo intorno e un poโ su nostra iniziativa, abbiamo deciso di riorganizzare il viaggio con grande entusiasmo, coinvolgendo un gruppo poco piรน ampio. In ogni caso, data la fase dโetร , piรน che ad aver scelto personalmente di vivere un certo tipo di esperienza, vi sono stata amorevolmente condotta per mano. (Maria Chiara)
Avevi delle aspettative? Sono state soddisfatte?
Avevo delle aspettative, sebbene diverse tra le due occasioni: per la prima esperienza, nel 2006, ricordo che prima di partire ero fortemente insicura sulla buona riuscita di quella โvacanza alternativaโ, forse un poโ spaventata dallo spirito di essenzialitร , adattamento e rischio che questo cammino richiede, ma allo stesso tempo ero anche piena di curiositร per lโopportunitร unica che stavo avendo. Dopo aver mosso i primi passi, sono riuscita a togliere dallo zaino timori e incertezze per far spazio ad una buona dose di sana incoscienza. Ho iniziato a camminare lasciandomi semplicemente sorprendere da quanto e quanti incontravo lungo il percorso. Le mie aspettative in quellโoccasione sono state positivamente stravolte. Una delle piรน frequenti esperienze che un pellegrino del Cammino di Santiago si ritrova a vivere รจ lโimprevisto e spesso questo simpatico compagno di viaggio rende il tutto piรน colorato e intrigante. Il secondo viaggio รจ stato molto diverso ero cresciuta negli anni, ma tornare lungo quel cammino ha risvegliato tanti bei ricordi da raccontare ai nuovi compagni e ha accentuato lโentusiasmo di rivivere le emozioni passate. Tuttavia รจ stato proprio in questa seconda occasione che ho capito che avere grandi aspettative su unโesperienza rivissuta non serve a molto e non giova nemmeno allo spirito: in quella settimana capii che, nel bene o nel male, il viaggio lo fanno le persone che hai vicino piรน che il posto, lo fa la tua predisposizione dโanimo insieme alla tua capacitร di metterti in gioco e lasciarti guidare. (Maria Chiara)
Prima della partenza mi aspettavo semplicemente di vivere una bella esperienza, ma ciรฒ che ho ricevuto รจ stato molto di piรน. (Annapaola)
Quanto vissuto durante il cammino ha superato tutte le mie aspettative e mi sento di dire che il pellegrinaggio a piedi va sperimentato in prima persona per poterlo “gustare” fino in fondo:ย per quanto si possa compartecipare ai racconti di un’altra persona, i doni ricevuti e le emozioni provate in maniera diretta sono delle sorprese che scavano in profonditร . (Elisa)
Come ti sentivi durante il cammino?
La prima esperienza รจ stata la piรน sorprendente: la novitร , lโentusiasmo della scoperta, la sorpresa degli incontri, la bellezza dellโessenzialitร e della semplicitร , lโadrenalina dei momenti critici, la vista di paesaggi naturali del tutto nuovi, i profumi, i sapori, gli scorci mozzafiato, la tenerezza di una guida spirituale fortemente paterna, tutto ha contribuito ad accrescere in me stupore, gratitudine e fascino per questo viaggio. Durante il secondo viaggio le emozioni sono state diverse (naturalmente a causa della compagnia differente), necessariamente piรน mature. Non sono mancati momenti di novitร e di grande intensitร : come lโaver portato per una tappa intera Gesรน Eucarestia in una piccola pisside dentro un sacchetto appeso al collo, o aver avuto la possibilitร di celebrare la Messa sulla tomba di san Giacomo. Alternati a momenti di forte prova fisica e morale: un giorno, avendo percorso per errore 50 km nella tappa per arrivare a Sarria, abbiamo rischiato di dormire letteralmente sotto le stelle. Non nascondo che, a causa delle diversitร di etร , esigenze e caratteri dei componenti del gruppo, ci sono stati anche momenti di scontro e incomprensione.ย Nonostante tutto porto una grande gratitudine nel cuore per aver avuto la possibilitร di vivere una delle esperienze piรน belle che una persona possa fare nella vita. (Maria Chiara)
Prima della partenza e i primi giorni ero molto preoccupata per la fatica fisica che mi attendeva! Ho sempre fatto sport, ma non sapevo se il mio corpo sarebbe stato d’accordo a percorrere 40 km al giorno per 40 giorni, con uno zaino di 10 kg! Anche perchรฉ per allenarmi ero andata a correre…una volta sola…due mesi prima! Dopo la prima settimana la paura per il fisico รจ andata diminuendo e hanno iniziato a farsi spazio le preoccupazioni per alcune situazioni che avrebbero pazientemente atteso il mio ritorno a casa!ย Meno le gambe si facevano sentire e piรน diventavano rumorosi i miei pensieri, fino ad invidiare le tendiniti di altri pellegrini! Poi mi sono resa conto che stavo facendo 1200 km a piedi..avrei potuto fare qualsiasi cosa se mi fossi impegnata! (Annapaola)
Hai mai pensato di non farcela?
I primi giorni di cammino in Francia sono stati molto duri per l’assenza di segnaletica, l’assenza di posti dove mangiare e dormire e la difficoltร della strada! Giulia ed io abbiamo pensato piรน volte di prendere un bus per arrivare direttamente in Spagna! Ci siamo lamentate ininterrottamente e cosรฌ a lungo che alla fine siamo arrivate in Spagna a piedi! Ci sono stati momenti in cui ho pensato di dovermi fermare alcuni giorni per problemi fisici della mia compagna di avventura, ma poi riuscivamo sempre a finire la tappa grazie alla sua enorme forze di volontร (e alla scatola di antinfiammatorio). In altre occasioni ho temuto di non farcela a tornare a casa, a portare con me la determinazione e le consapevolezze che avevo riscoperto in questo cammino. Ma mollare no! Non ci ho mai pensato! Perchรฉ ho avuto il privilegio di fare questo viaggio con Giulia, un’amica che mi conosce meglio di me stessa! Dal mio modo di camminare e di tenere le cinghie dello zaino, giร capiva se qualcosa nel mio umore non andava! Lo capiva ancora prima che lo capissi io! Cosรฌ come sapeva che entro le 9.00 dovevo fermarmi per la seconda colazione sennรฒ diventavo intrattabile e sapeva che se ci fosse stato un bivio non segnalato, io avrei sicuramente sbagliato strada perchรฉ “io si che ho il senso dell’orientamento”. Ecco direi che รจ chiaro cosa, o meglio chi, mi abbia dato coraggio! (Annapaola)
Ricordi e aneddoti di viaggio?
Nel corso del cammino ho vissuto molteplici emozioni e sensazioni.
Ricordo con nitidezza la fatica di alcuni momenti: il caldo, le salite, la sensazione di non arrivare mai, le vesciche sotto i piedi, il mal di gambe, lo zaino pesante; e, conseguentemente, ricordo molto bene la stanchezza e il desiderio di riposo della sera: non ho mai dormito cosรฌ profondamente come durante le notti del cammino e, soprattutto, non ho mai apprezzato cosรฌ tanto il dono di avere un letto, nonostante ogni sera dormissi in un luogo diverso!
In ogni caso, la fatica รจ sempre stata ampiamente ripagata dai regali che sono il cammino ti puรฒ fare: ho attraversato luoghi incantevoli, segni della bellezza del Creato e della meraviglia della natura che, con i suoi laghi, le sue colline, i suoi fiori e le sue spiagge ti sorprende ad ogni angolo; ho avuto il dono dell’incontro con altri pellegrini e della condivisione del cammino con alcune persone a me molto care, nel sostegno reciproco spirituale e concreto;ho camminato immersa nei miei pensieri, accompagnata nelle mie intime riflessioni dai suoni della natura, dallo scambio di confidenze con chi camminava con me e dalla musica – ascoltata o cantata; ho sperimentato concretamente la frase del Vangelo “Chiedete e vi sarร dato, cercate e troverete, bussate e vi sarร aperto” (Lc 11,9), nel momento in cui mi sono trovata affaticata, accaldata e senz’acqua e ho bussato alla porta di una casa sulla strada che stavo percorrendo, trovando accoglienza e ristoro; ho provato una felicitร indescrivibile al raggiungimento della meta, in seguito ai lunghi giorni di cammino e fatica: la visione all’orizzonte del cupolone della Basilica di San Pietro, a Roma (meta della “mia” Via Francigena) e della Basilica di San Francesco, ad Assisi (meta del cammino La Verna – Assisi) rientrano tra i momenti piรน ricchi di gioia e stupore della mia vita. (Elisa)
Ti รจ piaciuta questa esperienza? Cosa ti ha lasciato?
Da quanto detto finora penso sia ormai chiaro e assodato che io sia follemente innamorata del Cammino di Santiago (con tutto ciรฒ che comporta). Non riesco a trovare nemmeno un motivo per poter dire di non fare questa esperienza almeno una volta nella vita, e nemmeno un ricordo negativo che mi faccia venir voglia di non ripeterla. La ricchezza che lascia lโaver vissuto il Cammino รจ di una preziositร unica: prima di tutto si impara a vivere con lโessenziale e ci si rende conto che รจ POSSIBILE, oltre che strettamente necessario in quella circostanza. Giร prima di partire ci si trova a fare i conti con il peso dello zaino e si realizza che โper poter partire occorre rinunciare ai pesi inutiliโ: inizialmente รจ una questione organizzativa e logistica, alla fine del viaggio ti rendi conto di quanto sia diventata una condizione mentale e interiore. Tornare alla quotidianitร , piena di oggetti troppo spesso ritenuti vitali, ti da quasi fastidio. Riscoprire il valore dellโessenzialitร quindi, รจ favoloso e addirittura gratificante. Dopo aver imparato a โlasciareโ, il cammino ti fa scoprire subito lโimportanza della presenza e dellโaiuto dellโaltro per poter andare avanti: si impara da subito quindi ad allungare generosamente una mano per sostenere chi resta indietro, ad aspettare e stare il passo del compagno, a pesare le parole da dire per non sprecare il fiato necessario per la salita, a condividere acqua, tempo, fatica ed incoraggiamenti. Una delle cose che ancora mi affascina del Cammino รจ il fatto che lungo il percorso si conoscono innumerevoli persone del tutto estranee, e nel momento dellโincontro, al sono dellโUltreya y Suseya (il saluto del pellegrino) o del semplice Hola, ci si sente subito incredibilmente vicini anche se sconosciuti; il fatto di trovarsi letteralmente sullo stesso percorso e verso una stessa meta ti ricorda che non si รจ soli, che qualcuno prima o dopo di te รจ chiamato alla stessa maniera a raggiungere la tua stessa destinazione (sebbene mosso da motivazioni estremamente differenti). Dal punto di vista spirituale il Cammino ha costituito un tassello fondamentale per la mia crescita interiore e un trampolino di lancio per la presa di coscienza del mio rapporto con Dio. (Maria Chiara)
L’esperienza del cammino รจ splendida e la consiglierei a tutti. (Annapaola)
Ho respirato e sperimentato l’essenzialitร e l’abbandono del superfluo: nel bagaglio (in uno zaino ci sta davvero solo l’essenziale) e nelle relazioni (il cammino, con le sue fatiche, mette a nudo, non esistono maschere).
Tutto รจ trasparente e ciรฒ permette un contatto autentico e profondo con la natura, con Dio e con i fratelli: ho imparato ancora una volta che forse da soli si va piรน veloci, ma insieme si va piรน lontano! (Elisa)
Senti che รจ cambiato qualcosa dopo aver vissuto questa esperienza?
Vivere il Cammino di Santiago indubbiamente cambia la vita, o quantomeno la visione delle cose nella vita: una volta tornata a casa ho fatto i conti con lโessenziale utilitร delle cose materiali che tornavo a riavere, dalle piรน semplici come lโacqua alle piรน tecnologiche come la tv; ho cercato di affrontare la vita futura come un โcammino a tappeโ verso mete di un percorso piรน grande; ho rivalutato lโimportanza della presenza o dellโassenza delle persone attorno a me in particolari momenti della giornata, ritagliando cosรฌ sempre piรน spesso spazi per me. Certamente la voglia di tornare a ripercorrere quel Cammino cresce sempre di piรน col passare del tempo; la consapevolezza di tornare un giorno si rende sempre piรน salda: ma se cโรจ una grande cosa che il Cammino insegna รจ che alle varie piccole mete ci si arriva mettendo i propri passi nel proprio tempo, senza correre nรฉ andare troppo piano. Soltanto il tempo, la determinazione, lโentusiasmo e la forza di volontร ci porteranno lontano: bisogna lasciarsi guidare dalla โfreccia giallaโ. (Maria Chiara)
Mi ha donato la consapevolezza che “ce la posso fare”: posso raggiungere la meta, nonostante la fatica, i limiti che ho e i miei tempi, che non sempre corrispondono a quelli degli altri e, piรน in generale, a quelli della vita. (Annapaola)
Camminare allena alla pazienza e ad assaporare ogni piccolo passo avanti: i grandi cammini si fanno con piccoli passi,ย valorizzando l’essenziale,ย nella condivisione con l’Altro. (Elisa)
Redazione In-Formazione