Pime: giovani, missione e accoglienza

18 Dicembre 2019 | Lascia il tuo commento
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Non è un caso, ancor più nel periodo natalizio, imbattersi in numerose campagne dedite alle donazioni per svariate missioni nelle zone più povere del nostro pianeta: è una realtà che tutti noi, in vario modo, conosciamo o, forse meglio, pensiamo di ben conoscere.

A tal proposito, noi della Redazione.Info abbiamo voluto spingerci oltre, provando ad affrontare delle domande alle quali troppo spesso deleghiamo ad altri la risposta oppure ci limitiamo a tenere uno sguardo superficiale pensando che riguardino realtà troppo lontane dalla nostra.

Di conseguenza, vogliamo provare ad alzare un po’ questo velo che nasconde delle esperienze che possono davvero cambiare la vita e per fare ciò abbiamo voluto rispondere a dei semplici quesiti che sono sorti in noi in primis, vale a dire:

Chi sono queste persone che operano nei territori che noi vediamo così lontani? Chi o che cosa li anima? Perché hanno scelto questo stile di vita e cosa ne consegue nelle loro scelte quotidiane?

Se anche tu, caro lettore, anche solo una volta hai sentito queste domande riecheggiare in te, abbiamo il piacere di farti conoscere l’esperienza di Federica, ventenne trevigiana partita per un mese di missione in Costa D’Avorio e di Carlos, giovane sacerdote anche lui missionario “fin dalla nascita” – come ci ha confidato nel corso dell’intervista.

There are some soul who look after thousands of sons
And some others who can’t even look after one
It’s a matter of facts
We’re so different
It’s a matter of facts
We’re so different.

Quella sera abbiamo visto la concreta declinazione di queste parole del testo Heroes che in questi versi ci parla di anime eroiche che partono per una missione e donano la propria vita per la cura di intere comunità.

Essere in missione non è solo un viaggiare, il viaggio si trasforma in un Incontro. Incontrare qualcuno (e Qualcuno), scoprire e scoprirsi soprattutto: mettere da parte sé per gli altri.

Nella semplicità dei loro gesti Carlos e Federica ci hanno trasmesso questo, attraverso i loro sorrisi, quasi imbarazzati alle volte nel fare memoria delle loro esperienze.

Il sorriso, questo è ciò che più ci è rimasto del loro racconto; sorriso che molte volte crea ponti e porta a rivoluzioni interiori nella vita di ogni giorno.

La sera nella quale ci siamo recati nella canonica dove Carlos vive in questo momento, insieme ad altri sacerdoti, siamo subito stati accolti nel migliore dei modi, come fossimo dei fratelli che si rivedono dopo molto tempo e che si ha il piacere di rincontrare dopo un lungo viaggio. Abbiamo respirato non solo un clima di ospitalità ma veramente un’accoglienza a tutto tondo, una forza grande nei sorrisi anche di Federica e dei confratelli di Carlos, oltre che ad una semplicità nei singoli gesti e nei “grazie” che davvero solo chi conosce a fondo il valore e le molte sfaccettature della vita, soprattutto nelle difficoltà e nel dolore, ti sa donare. Proprio per questo vogliamo dire noi oggi il nostro “Grazie” a Carlos e Federica perché quella sera ci hanno ringraziato così tante volte che sembravano quasi loro gli ospiti e non noi.

Abbiamo sperimentato come l’accoglienza passi attraverso i gesti spontanei e concreti di due ragazzi.

Alla fine di questa intervista, senza ombra di dubbio non possiamo che vedere il nostro stato di beatus (lett. dal latino: felici e sereni anche nelle difficoltà) al cospetto di quanto ci hanno raccontato: certamente questi due ragazzi non ci hanno detto che le difficoltà non siano presenti nelle nostre vite, o che davanti ad esse sia facile non abbattersi. Al contrario, ci hanno trasmesso che nelle difficoltà bisogna starci, con la presenza e l’amore di Gesù Cristo, ci hanno fatto respirare un’aria di mondialità che porta alla condivisione e all’ascolto dei nostri fratelli, anche quelli che solo geograficamente abitano lontano da noi.
Cari Carlos e Federica, vogliamo dirvi il nostro GRAZIE perché “se un uomo è uomo difende ogni vita, non fa differenza lontana o vicina […]. Se il mondo va a fuoco, brucerò anch’io”.

Link di approfondimento:

https://www.pime.org/
http://www.pimegiovani.it/
http://www.pimegiovani.it/testimonianze/africa/
http://www.pimegiovani.it/testimonianze/sud-america/
http://www.pimegiovani.it/cammini/giovani-e-missione

Redazione.Info

Credits image: Federica Biasini

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