“Stare” in questo tempo sospeso

3 Aprile 2020 | Lascia il tuo commento
Tempo di lettura: 3 minuti

Lungomare Granatello di Portici


“Stare” con la mente

Se mi si chiedesse di descrive con un’immagine questi giorni, utilizzerei la foto qui in alto che ho scattato un po’ di tempo fa. Ero sul pontile che dà sul mare ma quel giorno il mare era in tempesta. Le onde erano alte, molto alte, ma il mio cuore era in perfetta sintonia col loro impetuoso infrangersi sugli scogli. Sentivo dentro un forte richiamo, incurante del pericolo mi avvicinai e riuscii a scattare questa foto.

Badate bene, non ho detto che questo periodo mi ricorda il mare in tempesta ma che mi ricorda la foto del mare in tempesta. C’è un continuo paradosso in ciò che stiamo vivendo. Tutto è fermo, eppure tutto è in movimento. I giorni sembrano sempre uguali, eppure la nostra quotidianità è stravolta. Siamo chiusi in casa che è il luogo di protezione per antonomasia, ma molti di noi probabilmente hanno perso persone che rappresentano la “casa dell’anima”. È un tempo sospeso, che ci costringe a “stare”, stare dentro, stare soli, stare nell’incertezza e molto altro ancora…

Inutile dire che questo fa da amplificatore al vuoto che possiamo portarci dentro e alle mille emozioni che possono scatenarsi, e che non possiamo riempire con cose da fare, non possiamo mettere a tacere con ritmi frenetici che ci aiutano a non pensare e soprattutto a non sentire.

I rischi sono molteplici ed elencarli credo serva a poco. Ma cosa possiamo fare concretamente per stare meglio in questa situazione che oggettivamente ci mette in difficoltà?

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha stilato una guida anti-stress che credo possa essere molto utile e che potete trovare a questo LINK.

Inoltre, cliccando QUI è disponibile una mappa dei professionisti psicologi e psicoterapeuti che hanno scelto di aderire all’iniziativa #psicologionline per dare sostegno alla nostra Anima.


“Stare” con il cuore

Siamo tutti più vulnerabili e nessuno di noi è realmente salvo dai vari rischi di questa nuova condizione. Il COVID-19 non mette solo a rischio la nostra salute fisica ma anche i nostri legami, il senso di appartenenza, la nostra capacità di far fronte a situazioni stressanti. Rabbia, paura, tristezza, ansia, solitudine sono solo alcuni dei segnali che la nostra mente e il nostro cuore possono lanciarci. “Credo negli esseri umani” canta Marco Mengoni e dobbiamo tutti credere nella bellezza di quegli uomini che si af-fidano ad altri uomini in momenti particolari della propria esistenza terrena. Per questo motivo è fondamentale saper chiedere e sapersi affidare anche a persone con competenze specifiche.

Sacerdoti e consacrate, amici dell’Officina del Sole, si sono resi disponibili per chiunque di noi abbia bisogno di una guida per lo Spirito attraverso un confronto, una parola di conforto o la preghiera condivisa. Il loro e il nostro invito è di sentirvi liberi di scrivere ai riferimenti che ci hanno autorizzato a condividervi e che abbiamo inviato via mail a tutti gli Spiriti del Sole o che potete richiedere scrivendo a redazione.ods@gmail.com, sarà un dare reciproco che ci aiuterà a rimanere vicini e uniti in questo periodo di distanza fisica.


“Stare” con il corpo

Oltre a Spirito e Anima, non dimentichiamo il nostro Corpo. In questo periodo, i primi a prendersi cura di noi e delle persone che amiamo sono i tanti medici e infermieri che con estremo amore e dedizione stanno spendendo la loro vita per la cura del prossimo, molti di loro sono tra noi Spiriti del Sole e li ringraziamo per il loro esempio di amore che si dona e li custodiamo nella preghiera. Ma ciascuno di noi può fare la sua parte mantenendo alta l’attenzione e la cura verso chi ci circonda anche attraverso il sostentamento nelle prime necessità. Ogni comune d’Italia ha attivato dei numeri di riferimento a cui rivolgersi in caso di difficoltà e sono tante le iniziative mosse da Croce Rossa, Protezione Civile e altre associazioni dislocate nei nostri territori. Informiamoci e se siamo a conoscenza di famiglie o persone sole che si trovano in una condizione di difficoltà economica, attiviamo queste reti di aiuto contattandole.

Il Signore ci salva rendendoci parte di un popolo. Ci inserisce in un popolo e la nostra identità alla fine sarà l’appartenenza a un popolo. Nessuno può dire: “Io mi salvo da solo”. Siamo tutti interconnessi, siamo tutti in rete. (Papa Francesco ai giovani lituani – Settembre 2018)

 

Dal divano di casa mia, provo ad abbracciarvi con questa canzone di Cristina Donà che mi è stata “regalata” proprio oggi e che in questo momento mi aiuta a viaggiare con la mente e a “stare” in questo mio tempo sospeso.

Carmen per la Redazione e i Sacerdoti dell’Officina del Sole


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