Voglio Un’Arte davvero Libera – Intervista a Debora Vezzani

10 Dicembre 2020 | Lascia il tuo commento
Tempo di lettura: 8 minuti

Siamo fatti Come un Prodigio – Evangelizzare con la Musica

Debora Vezzani è una giovane cantautrice conosciuta per le sue bellissime canzoni, tra cui quella probabilmente più nota Come un Prodigio.  E’ anche moglie e madre di tre bambini e noi dell’Officina del Sole abbiamo potuto ascoltarla il 7 dicembre 2019 in occasione dell’apertura del concerto dei The Sun a Parma.

Come Redazione avevamo da tempo il desiderio di intervistarla per la nostra rubrica Voglio un’Arte davvero Libera e finalmente ce l’abbiamo fatta!

 

Ciao Debora, innanzitutto grazie per aver accettato quest’intervista. Volevamo iniziare con questa domanda: hai sempre sognato di fare la cantautrice?

Ciao e grazie a voi. Per me è sempre una gioia condividere il mio percorso, sia personale sia musicale, e soprattutto portare l’annuncio dell’Amore di Dio.

Fin da bambina ho desiderato fare la cantante. Anche quando a scuola gli insegnanti assegnavano come titolo dei temi “Cosa vuoi fare da grande?”, io rispondevo sempre “La cantante”. Ho sempre avuto le idee chiare.  Mi sono diplomata al Conservatorio in flauto traverso, ho fatto parte di alcune cover-band e partecipato a concorsi canori ma, non dicevo mai che volevo fare la cantautrice, perché pensavo di non essere in grado di scrivere canzoni. 

Faccio una piccola premessa:  essendo stata abbandonata alla nascita ho sempre avuto dentro di me rabbia e dolore perché, nonostante fossi grata alla mia madre naturale per avermi dato la vita e alla mia famiglia adottiva per avermi dato una famiglia, sapere di essere stata abbandonata mi ha sempre fatta sentire rifiutata. Questa rabbia e questo dolore li ho sfogati nella musica. 

La musica era anche una rivincita. La rivincita che volevo prendermi nei confronti della Vita perché tanto ero stata rifiutata e abbandonata, quanto mi volevo riprendere la stima e l’affetto in un altro modo. Volevo essere riconosciuta. Volevo dimostrare che anche io ci potevo essere e che avevo qualcosa da dire e dare!

Ad un certo punto della mia vita però, ho sentito il desiderio di scrivere canzoni. La prima canzone che ho scritto è stata “Venticinque” con la quale ho partecipato a Sanremo Lab nel 2009. Venticinque è sia il giorno della mia nascita sia l’età che, per il tribunale, dovevo avere per fare le ricerche su chi fosse la mia madre naturale. Quando a 18 anni compiuti mi sono presentata al tribunale dei minori con la voglia di conoscere la mia storia, infatti, la risposta che ho ottenuto era che dovevo attendere i 25 anni per poter fare questa ricerca. La rabbia che ho provato mi ha portata a scrivere questa canzone.

Da quel momento quello che da sempre è stato il mio sogno di fare la cantante è diventato quello di fare la cantautrice. 

 

La canzone “Come Un Prodigio” ha segnato un punto di svolta nella tua carriera. Com’era la tua vita personale e artistica prima di questa canzone?

Questa canzone fa da spartiacque tra un prima e un dopo. Un prima segnato da tre ferite affettive e un dopo da Prodigi di Dio. Le ferite affettive, come già ti ho detto prima, sono l’abbandono alla nascita di mia madre biologica, la separazione dei miei genitori adottivi quando avevo vent’anni e la fine del mio primo matrimonio. Nel dicembre 2010 ho toccato il fondo quando, oltre alla fine del mio matrimonio, è arrivata anche la fine del contratto discografico che avevo con lo studio di Ligabue. 

In quel periodo è andato in fumo il mio sogno, tutto incentrato sul mio Io.

Con la canzone “Come Un Prodigio” è iniziata la seconda fase della mia vita: una mia amica mi ha chiesto di mettere in musica il Salmo 139 per il suo matrimonio. In questo salmo trovo la mia appartenenza a Dio, che mi aveva creato nel seno di mia Madre e mi aveva fatto Come un Prodigio. 

Nonostante questo però, volendo fare la rockstar, mi vergognavo di aver scritto “una canzone di Chiesa” e quindi ho continuato la mia vita lontano da essa. “Come un Prodigio” però, a mia insaputa, ha cominciato a girare tra la gente fino a quando nel 2013, tramite un Pellegrinaggio da Padre Pio, è iniziata pian pianino la mia conversione che mi ha portato poi a rispondere a una Chiamata: Evangelizzare con la musica. 

Con la mia conversione ho voluto fare Verità nella mia vita e il mio matrimonio fallito è stato dichiarato nullo dalla Chiesa Cattolica. 

Ho incontrato poi Jury e dopo due anni di fidanzamento vissuto in castità ci siamo sposati nel 2016. Il nostro matrimonio lo stiamo vivendo in totale apertura alla Vita e il Signore ci ha benedetti con tre figli: Emmanuele Maria, Joseph Maria e Giovanni Maria.

 

Che cosa rappresenta per te la figura di Maria a cui sappiamo sei molto legata?

La figura di Maria è stata l’apripista per la mia conversione perché è stata Lei che mi ha portata a Gesù. È con il Pellegrinaggio da Padre Pio che Maria è diventata mia Madre e mia Guida, e anche un po’ la mia wedding planner visto che avevo chiesto proprio a Lei di farmi incontrare un ragazzo che volesse vivere come Dio ci chiede. Mi fa inoltre da manager e ora anche da baby sitter visto che le chiedo di aiutarmi con i bambini. 

Maria è il modello di moglie e di mamma: un modello perfetto di vita Cristiana.

 

“La mia Volontà ti darà la pienezza della felicità. Ti rivelerà l’amore che ho nascosto in ogni cosa. E in ogni atto della vita” Questi versi sono tratti dal tuo ultimo lavoro Il Prodigio dei Prodigi canzone tratta dagli scritti sulla Divina Volontà di Gesù a Luisa Piccarreta.

Ci racconti un po’ de “Il Prodigio dei Prodigi” e di che significato ha per te la parola Prodigio?

Questo brano è un po’ come se fosse il riassunto del messaggio che Gesù ha lasciato a Luisa Piccarreta, serva di Dio, con i 36 Libri di Cielo sulla Divina Volontà. Il messaggio di questi libri è di fatto il titolo “Il Richiamo della Creatura nell’ordine al suo posto e nello scopo per cui fu creata da Dio”, che ho messo anche in musica con “Il Prodigio dei Prodigi”. Lo scopo di Gesù è riportarci nella condizione in cui siamo stati creati, in quella Santità, Giustizia e Felicità Originale che c’era in quel Paradiso Terrestre prima del peccato. Questa condizione viene impetrata da Gesù nella richiesta del Padre Nostro nel suo chiedere il Regno al Padre ed è il trionfo del cuore immacolato di Maria. Maria è l’unica creatura che ha vissuto nella Divina Volontà dal concepimento alla sua Assunzione in Cielo.

La pienezza della felicità era la condizione in cui è stato creato l’uomo. L’uomo che è stato creato Come un Prodigio. Come un Capolavoro. Il Prodigio che siamo ancora non lo conosciamo davvero ma lo conosceremo in pienezza con il Dono della Divina Volontà. Il “Prodigio dei Prodigi” quindi è un brano che completa ed esplicita “Come un Prodigio”.

 

Ci parli un po’ del ciclo di dirette che hai fatto sul tuo profilo Instagram quest’anno sul Dono della Divina Volontà, progetto legato proprio al tuo nuovo singolo “Il Prodigio dei Prodigi”?

Il progetto di dirette si chiamava “Il Prodigio dei Prodigi The Making Of” ed è andato in onda tra aprile e giugno 2020. Ho voluto accompagnare le persone che mi seguono nel making of – dietro le quinte della costruzione del Regno di Dio. La prima puntata era incentrata su come ho costruito la canzone “Il Prodigio dei Prodigi” e quindi ho letto i vari brani da cui ho estrapolato ogni frase. Nelle puntate successive poi ho invitato degli ospiti che conoscono questi scritti e li vivono e diffondono. Ognuno di questi ospiti ha scelto una frase della canzone che poi è stata analizzata e approfondita nel corso della puntata. Sono soddisfatta perché questo percorso ha portato tanta Luce, soprattutto in un periodo dove di luce ce n’era poca visto quello che stava succedendo a causa della pandemia. 

 

Il “Prodigio dei Prodigi” è la canzone che anticipa il tuo nuovo album. Che cosa dobbiamo aspettarci da questo nuovo progetto? Quali temi di Fede andrai a toccare con le tue canzoni?

Il disco “Come in Cielo Così in Terra” è uscito il 15 agosto 2020 ed è tutto incentrato sul Dono della Divina Volontà. Ci sono alcune canzoni che sono Parole di Gesù, quindi tratte dagli scritti che ho estrapolato, mentre altre canzoni sono Preghiere. 

La prima canzone dell’album, “La Perla Preziosa”, è un medley dalla Sacra Scrittura. È una canzone fatta di frasi dove ci sono i semi della Divina Volontà per far capire che questa rivelazione si innesta proprio nel Padre Nostro, in particolare nella frase Venga il Tuo Regno Sia fatta la tua Volontà Come in Cielo Così in Terra

E Come in Cielo Così in Terra è il titolo dell’album proprio per far capire che è la frase più importante di tutta la Bibbia ed è la Vita che Gesù ci viene a portare.

Ho scelto di far uscire questo lavoro il 15 agosto perché dagli scritti di Luisa Piccarreta si evince che questa data non solo è la Festa dell’Assunta ma anche la Festa della Divina Volontà: per la prima e unica volta una creatura è tornata al Padre con il Dono della Divina Volontà integro.

 

L’idea della nostra rubrica Voglio Un’Arte davvero Libera è nata dall’iniziale nostro desiderio di consigliare in primis letture che possano illuminare chi le legge, ci racconti qualcosa dei libri che hai scritto?

Il primo “Come un prodigio” parla della tua conversione; il secondo “Le Stagioni dell’Anima” offre degli strumenti concreti per fare un percorso di conoscenza di sé e di Dio. Cosa ti ha spinto a raccontarti, oltre che con le canzoni, anche con questi scritti?

Per quanto riguarda il primo libro l’opportunità mi è stata data da Robert Cheaib, teologo, scrittore e docente, che era stato incaricato dalla Tau Editrice di creare una collana di storie chiamata “Cronache di Resurrezione”, in cui racchiudere testimonianze di rinascita. Robert mi ha appunto chiesto di scrivere la mia storia. 

Le Stagioni dell’Anima” è stata invece una mia proposta alla stessa casa editrice. In questo libro sono racchiuse le mie riflessioni, che avevano fatto Bene a me e volevo condividere con gli altri. È nata questa sorta di diario, che si propone anche come una specie di itinerario spirituale per crescere sempre di più nella conoscenza di sé e di Dio.

 

Tu sei una persona che si è affidata in tutto alla Volontà di Dio. Molte persone però, anche chi Crede, possono aver paura ad abbandonarsi totalmente alla Sua Volontà. 

Che cosa ti sentiresti di consigliare a queste persone?

Cosa posso dire? Credo che dovremmo aver paura di abbandonarci alla volontà degli altri, della televisione, dei nostri idoli. 

Non c’è luogo più sicuro sulla Terra che stare al centro della Volontà di Dio. Se noi abbiamo paura della Volontà di Dio è solo perché non lo conosciamo. Non possiamo amare chi non conosciamo. A queste persone consiglio di conoscere Dio leggendo la Sacra Scrittura e, mi sento di dire, leggendo anche gli scritti di Luisa perché ci sono dei passi da pelle d’oca. C’è un amore così grande che non è possibile smettere di leggere. 

Più conosciamo Dio più ci innamoriamo. Più ci innamoriamo più ci fidiamo. Più ci fidiamo più ci abbandoniamo in Lui. E allora ci rendiamo disponibili e Lui può operare Meraviglie. 

 

La Redazione
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