“… E SE FOSSE ANCHE BELLO?” – Una settimana al Sermig di Torino

9 Novembre 2019 | Lascia il tuo commento
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Durante il primo Viaggio di Luce in Giordania abbiamo conosciuto Chiara e altre giovani consacrate presso l’Arsenale dell’Incontro del Sermig. Qui ragazzi diversamente abili, spesso lasciati soli, vengono accolti per ricevere cure adeguate e istruzione specifica per garantire loro futuro, sviluppo e autonomia.

Il Sermig (Servizio Missionario Giovani) nasce a Torino nel 1964 dal sogno di sconfiggere la fame nel mondo, le ingiustizie e le guerre. Questo desiderio ha portato negli anni Ernesto Olivero, la moglie ed i loro amici a trasformare una fabbrica di armi in un Arsenale della Pace.

Il Sermig, oltre ad essere casa di accoglienza per chi è in difficoltà, è anche strumento di rinascita per coloro che sentono il bisogno di dare un senso alla propria vita. Sono centinaia i volontari che ogni giorno scelgono di vivere un’esperienza di condivisione, formazione e servizio gratuito tra le mura dell’Arsenale. Tra questi, incontriamo dieci ragazzi di AC di 3° superiore del vicariato di Noale che lo scorso agosto hanno trascorso 5 giorni presso l’Arsenale della Pace di Torino aderendo alla proposta “… E se fosse anche bello?” promossa dalla Fraternità della Speranza. Durante i giorni trascorsi al Sermig, i ragazzi, accompagnati e guidati da Francesco, Giulia, Luca, Marco e Tanya si sono alternati tra laboratori manuali, attività di approfondimento/incontro in gruppo e momenti di spiritualità che hanno dato un senso pieno a quanto si stava vivendo.

Ringraziamo Andrea, Diego, Emma, Federica, Giada, Gioia, Manuel, Marco, Martina e Matteo per averci condiviso il loro diario di viaggio e lasciamo che siano le loro testimonianze a raccontarci cosa hanno vissuto e ad incoraggiarci verso un’esperienza simile.

«Al Sermig ho conosciuto me stessa comprendendo che oltre all’aspetto esteriore ed estetico esiste, all’interno di noi, un mondo da scoprire pieno di bellezza.» (Emma)

«Mi sono sentita utile lavorando e mettendomi a disposizione degli altri. Nel mio piccolo mi sono sentita grande.»

«Ho capito che è importante conoscere se stessi e mettersi a servizio degli altri.»

«Mi ha riempito il cuore vedere come i bambini, senza conoscerti, si aprono con te e il loro sorriso ripaga tutte le fatiche della settimana.»

«In questo giorno, sembrerà strano, ma ho imparato molte cose dai ragazzi e dai bambini che ho assistito durante il mio servizio mattutino all’Arsenale della Piazza. Inoltre ieri sera abbiamo vissuto e partecipato ad un tema molto importante, segno rappresentativo del campo che stiamo vivendo in questi giorni … l’Europa, l’Asia, l’Africa, l’America e l’Oceania erano le suddivisioni nei continenti che ci hanno fatto pensare e ragionare sulla quantità di armi, ricchezze e altri mezzi che ciascun continente possiede. Ogni ricordo vissuto qui al Sermig non è un momento che viene dimenticato, anzi sono sicuro che verrà arricchito col tempo! » (Diego)

 «Collaborazione e unione sono i due pilastri con i quali si può superare qualsiasi tipo di problema/ostacolo.» (Marco)

I momenti di spiritualità e confronto, facilitati da Rossana, giovane della Fraternità, hanno lasciato il segno in questi giovanissimi che si sono sentiti a casa:

«Voglio ricominciare da qui: questo percorso è stato l’inizio di una nuova avventura. Vorrei tornare a casa più matura, più consapevole del mondo e di ciò che mi circonda.»

«Essere al Sermig ti fa pensare alla Bellezza e a quanto possa essere facile trovare motivi per rendere grazie al Signore, anche delle proprie fragilità. Scopro così che i fratelli che mi circondano sono un dono, perché anch’essi figli: da amare e non giudicare. Posso infatti imparare da chiunque e con lo sguardo di Gesù Cristo vedere la bellezza di chi mi sta attorno, meravigliandomi ogni giorno delle sue creature.»

In particolare è stato toccante il momento della Restituzione del martedì, con la testimonianza di Susanna e Massimiliano, una giovane coppia della Fraternità del Sermig.

A 16 anni si sono innamorati subito così profondamente da credere che tutto fosse possibile, da farli sentire “Susy e Massi contro il mondo”.

Poi, a 22 anni, Massimiliano, a seguito di un grave incidente, rimane tetraplegico. In quel momento la loro vita cambia. Nonostante fossero già credenti, Massi racconta che proprio in quel momento ha iniziato a camminare e si è sentito preso in braccio dal Signore.

“La mia vita è piena. A 40 anni vivo con la donna che amo… ho tutte le cose più importanti”.

Dopo l’incidente sono stati sempre accompagnati dagli amici e dai loro genitori (in 14 mesi di ricovero di Massimiliano non sono mai stati lasciati soli) e al Sermig hanno incontrato sorelle e fratelli che si sono presi cura di loro con gesti concreti, come lavare Massimiliano, vestirlo, accompagnarlo al bagno, che parlavano d’Amore. Negli anni hanno sentito che questo amore importante rispecchiava un Amore più grande che non li voleva né perfetti né diversi da come erano, voleva solo che restassero con Lui per stare bene. Con il tempo hanno capito che, per poter fare davvero qualcosa dovevano essere Susy e Massi nel mondo.

Questo racconto ha suscitato molte domande e riflessioni tra i ragazzi:

«L’intervento di Susanna e Massimiliano mi ha colpito nel profondo perché è incredibile cosa la fede e l’amore riescano a fare.» (Matteo)

«Di oggi mi ricorderò la storia di Susanna e Massimiliano che, pur avendo passato un momento di difficoltà, non si sono mai lasciati.» (Manuel)

«Oggi ho imparato che nel silenzio molto spesso si riescono a fare preghiere sincere e col cuore. Inoltre la testimonianza che abbiamo sentito stasera mi ha fatto conoscere realtà ancora molto nascoste, in cui  Dio è messo al primo posto nell’amore di coppia.» (Diego)

«La vita è un dono di bellezza e la si esprime ogni giorno nelle piccole/grandi cose che facciamo e vediamo. L’esperienza del Sermig mi sta donando proprio la scoperta della Bellezza nascosta in ciascuna persona: a volte emerge con più fatica, altre volte in maniera  più spontanea ma questa bellezza c’è. La testimonianza della coppia di stasera dimostra appieno quanto questo sia vero. La bellezza rende ogni persona una speranza per il mondo futuro. Spetta a noi avere il coraggio di metterla in gioco. MAI LASCIARSI RUBARE LA SPERANZA!»

 

Dalla pagina facebook dei The Sun, vi proponiamo il diario del secondo giorno del Viaggio di Luce in Giordania con le foto degli Spiriti del Sole presso l’Arsenale dell’Incontro a Madaba.

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