“Sulle strade assolate. Un ragazzo racconta la sua Terra Santa” – Intervista a Leonardo Capitanelli

โ€œRicevetti un invito inatteso. Lo accolsi. Accettai di partire per un โ€œlungoโ€ viaggio interiore che portava dritto al centro del mio cuore, passando per i luoghi della Terra Santa. Un viaggio spiritualeโ€ฆ ma chi me lo faceva fare di mettermi in viaggio con degli sconosciuti?โ€
Le strade assolate โ€“ Leonardo Capitanelli

 

La parola viaggio รจ una di quelle che difficilmente associamo a qualcosa di negativo. Viaggiare ci piace, รจ arricchente, ci permette di vedere posti nuovi, di incontrare nuove culture, di allargare orizzonti. Viaggiare, letteralmente, vuol dire spostarsi da un luogo ad un altro e non necessariamente si tratta di luoghi fisici. Forse i viaggi piรน importanti sono quelli che mettono in moto il nostro cuore. Come รจ stato per molti Spiriti del Sole che, grazie allโ€™iniziativa โ€œUn Invitoโ€ฆ Poi Un Viaggioโ€ promossa e realizzata da The Sun e Officina del Sole, hanno camminato lungo le strade della Terra Santa, quei luoghi fisici che piรน di altri provocano e spingono verso un viaggio interiore.

โ€œSulle strade assolate โ€“ Un ragazzo racconta la sua Terra Santaโ€, scritto da Leonardo Capitanelli, con la prefazione di Francesco Lorenzi, custodisce il diario di viaggio e il racconto dellโ€™esperienza vissuta da Leo durante lโ€™edizione del 2016 di UIPUV. La redazione dellโ€™Officina del Sole ha incontrato Leo e ora vi condividiamo la bellissima chiacchierata nata da questo incontro.

 

Cosa ti ha portato a percorrere le strade assolate di Terra Santa?

Tutto รจ partito da un invito che mi si รจ riproposto in piรน momenti. Seguivo i The Sun giร  da diverso tempo e, nel 2013, vidi una loro intervista nella quale raccontavano la loro prima esperienza in Terra Santa. Nonostante li conoscessi da quando calcavano i palchi come Sun Eats Hours e avessi seguito il cambiamento di ciascuno di loro, in quellโ€™intervista mi colpirono moltissimo i loro sguardi, arricchiti di una luce ancora piรน vera e penetrante. Seguendo il diario di quel viaggio in Terra Santa pubblicato sul blog di Francesco Lorenzi, ricordo che mi colpรฌ molto lโ€™espressione di Riccardo vicino al muro mentre parlava con un tono di voce diverso rispetto al solito, mi fece riflettere e mi commosse profondamente.

A far sรฌ che questo primo seme germogliasse nel desiderio di vivere anche io quellโ€™esperienza fu don Giuseppe Forasacco, il parroco con cui ho scritto due libri (Lungo la via di Damasco e Lungo la via di Damasco 2.0). Nelle sue condivisioni quotidiane del commento al Vangelo del giorno, piรน volte mi aveva invitato ad andare in Terra Santa per vedere con i miei occhi i luoghi nei quali Gesรน ha vissuto e nei quali si sono svolti gli avvenimenti narrati nei Vangeli. Cosรฌ, nel 2016, decisi di accettare la proposta di โ€œUn invitoโ€ฆ poi un viaggioโ€ e partii anche io.

 

Leggendo il libro si entra nellโ€™intimitร  di quello che puรฒ essere un diario di viaggio personale, perchรฉ hai deciso di condividerlo?

Di solito, quando vado in viaggio non prendo appunti ma cerco di vivere appieno le emozioni del momento, perรฒ in questo viaggio ho sentito la necessitร  di scrivere. รˆ nato come diario personale e, infatti, una volta rientrato รจ sempre stato nel cassetto di fianco a me. Poi, ad un certo punto, ho pensato che dovesse essere pubblicato. Cercavo una casa editrice e una notte durante la quale non riuscivo ad addormentarmi, presi il telefono e casualmente comparve un elenco di case editrici cristiane tra cui la TAU. Nello scorrere quellโ€™elenco ebbi la sensazione che fosse quella giusta, cosรฌ provai a proporlo e nel giro di una settimana il libro venne accettato.

 

Man mano che si prosegue con la lettura de โ€œLe strade assolateโ€, si nota come le domande interiori si siano fatte sempre piรน profonde ed esigenti. Nella prima parte del libro torni piรน volte sul concetto dellโ€™annuncio, del compimento di una chiamata e della tua fatica a dire โ€œsรฌโ€. Cosa รจ accaduto?

Sicuramente รจ complice di ciรฒ la logistica del viaggio e quindi la prima tappa vissuta a Nazareth ma, la chiamata e lโ€™adesione ad una chiamata รจ un aspetto che mi sta molto a cuore. Per mia natura, prima di prendere delle decisioni importanti, cerco un contatto spirituale con me stesso e con Dio per comprendere se quello che sto facendo puรฒ essere affine al mio percorso o meno. Anche la decisione di partire per questo viaggio รจ stata presa con questo ascolto: volevo capire se fosse il momento giusto, se faceva per me o se poteva essere unโ€™esperienza trascurabile. Per me รจ importante dare un significato profondo alla vita in ogni singola esperienza, aderendo appieno alla mia missione. Questo dona senso alle giornate, alle follie quotidiane, al lavoro, allโ€™amore con Rosaria, alla pratica del Kung Fu e a tutto ciรฒ che sono chiamato a vivere.

 

Quel โ€œsรฌโ€ detto ormai quattro anni fa, a quale realtร  presente ti ha portato?

Nel 2016 ero un neolaureato in ingegneria e non avevo ancora creato il mio studio nel quale lavoro come libero professionista. Lโ€™esperienza vissuta durante quel viaggio mi ha dato la possibilitร  di farlo con uno spirito diverso. Non avrei trovato il coraggio di pubblicare libri come โ€œLungo la via di Damasco 2.0โ€, il libro per bambini โ€œRaccontami un poโ€™โ€ e questo ultimo lavoro. La spinta รจ venuta dalle parole che a Nazareth ci riservรฒ il patriarca latino Fouad Twal esortandoci a divenire portatori di un messaggio. Da quel viaggio in poi mi approccio agli altri con unโ€™attenzione diversa, sicuramente con una delicatezza maggiore, e cerco di ascoltare di piรน quello che dicono perchรฉ ho capito meglio che cโ€™รจ qualcosa di speciale in ognuno e non vale piรน solo la vita di Leonardo e lโ€™importanza del mio percorso, della mia missione, delle mie cose, tutto questo diventa importante se coinvolge anche qualcun altro. Per queste ragioni quel viaggio รจ stato anche un forte incentivo al mio matrimonio con Rosaria, alla vita insieme di coppia.

 

C’รจ un passaggio nel tuo libro che colpisce molto per la sua profonditร  e universalitร :

โ€œ[โ€ฆ] mi chiedevo perchรฉ sentissi gli altri pellegrini cosรฌ vicini. Perchรฉ li percepivo cosรฌ bene. Perchรฉ mi sembravano tutti fratelli? Perchรฉ le loro facce erano giร  note? [โ€ฆ] Non cโ€™erano vincoli di sessualitร . Non cโ€™erano vincoli di affinitร . Non cโ€™erano vincoli di etร . [โ€ฆ] Mi indusse a riflettere in maniera diversa sullโ€™amore, in modo piรน ampio, piรน globale. Credevo di aver capito gli insegnamenti datimi dalle mie guide spirituali, ma non era cosรฌ. Lโ€™amore vero, quello puro, quello che pervade lโ€™intero creato, manifestatosi nei rapporti tra le creature (e non solo) era qualcosa di molto distante da ciรฒ che avevo interiorizzato. Non andava capito. Lo potevo solo vivere, perchรฉ รจ cosรฌ! Perchรฉ cโ€™รจ! Perchรฉ vive! Perchรฉ lo senti! [โ€ฆ] In questa Terra Santa ho sperimentato talmente tanto amore, che non ho potuto fare a meno di iniziare davvero a piacermi. [โ€ฆ] Ora capivo perchรฉ mi sembrava di conoscere tutti gli altri pellegrini. Ora comprendevo meglio il significato di fratello.โ€

Lโ€™esperienza di UIPUV รจ unica anche per il numero di partecipanti, circa 200 persone da ogni parte dโ€™Italia e non solo, di ogni etร  e con una grande varietร  di esperienze di vita e cammini di fede, come รจ possibile provare questo sentimento di fratellanza in un contesto cosรฌ vario e diversificato?

A ripensare adesso a quella sensazione, la risento addosso: era come se fossi appagato da tutto. Lโ€™ho vissuta mentre eravamo nel deserto del Negev, dopo aver fatto profondo silenzio dentro di me e dopo essere stato toccato dalla voce e dal racconto di Boston sul significato del deserto.

Mi guardavo attorno e mi sembrava di conoscere tutti, come se ci fosse un qualcosa che ci legava ancora prima di questa vita e che ci legherร  dopo. Bastava parlare con qualcuno per trovare una certa affinitร  e provare affetto per quella persona. Poche volte ho vissuto questa esperienza: tanti carismi diversi, provenienze diverse, idee ed esperienze di vita molto diverse, ceto sociale diverso, cultura diversa, eppure in quel contesto senti che, pur nella nostra unicitร , siamo legati da un qualcosa che ci accomuna tutti: lโ€™amore. E non รจ qualcosa che appiattisce, rendendoci fotocopie, ma ci unisce nella nostra diversitร , lโ€™unica forza che puรฒ farlo รจ lโ€™amore.

A volte, nella vita quotidiana, siamo presi dalla competizione, nello studio, nel lavoro, con gli amici, nello sportโ€ฆ invece in quel luogo e in quel particolare momento sentivo che le mie sfide non erano contro qualcun altro ma erano promotrici della mia evoluzione e gli altri potevano aiutarmi in questo. E quindi non cโ€™era piรน alcun ostacolo dovuto allโ€™altra persona per cui se รจ felice lui non posso essere felice io e viceversa, ma di fatto collaboriamo insieme a questo stato di benessere.

 

Cโ€™รจ una Terra Santa personale per ciascuno di noi? Ci puรฒ essere una Terra Santa anche per chi fisicamente non ci รจ mai stato?

Quando si visita la Terra Santa non si possono non notare anche le enormi contraddizioni che caratterizzano questa terra, questo simbolo della nostra interioritร . Man mano che entravo dentro di me, di pari passo con le buone intuizioni, crescevano anche i tormenti interiori e, finchรฉ non ho fatto pace con me stesso, ho fatto fatica a trovare un dialogo con Dio. Cโ€™รจ una Terra Santa personale in tutti quei luoghi, allโ€™esterno o dentro noi stessi, che ci interrogano, riconnettendoci alla nostra spiritualitร , al dialogo aperto con Dio e con il prossimo.

 

Perchรฉ hai accettato di partire con UIPUV e non con una qualunque altra proposta di pellegrinaggio in Terra Santa?

Innanzitutto, la prima fondamentale differenza che mi ha permesso di avvicinarmi con meno remore รจ che viene definito Viaggio. Molte volte i pellegrinaggi sembra che debbano vendere un prodotto, invece, in questo caso, il messaggio che ho ricevuto รจ stato โ€œGuarda, io non ti devo vendere niente. Ti voglio solo accompagnare in un luogo bello dove io sono stato e dare anche a te lโ€™opportunitร  di ricevere quanto io ho ricevutoโ€. Mi sono sentito silenziosamente invitato e coinvolto in prima persona. รˆ un invito molto delicato, non invadente, non pretenzioso, fatto con chi ti dice: โ€œPerchรฉ no? Conviene. รˆ unโ€™esperienza profonda e se per te non lo sarร , sicuramente avrai fatto un bel viaggio insieme a noi.โ€ Questo invito delicato, tenero e sensibile mi ha colpito e per questo, se dovessi rifarlo, gradirei rifarlo con The Sun e Officina del Sole.

 

Quindi ci torniamo?

Dai, speriamo di sรฌ. Sicuramente รจ in programma. Anche con Rosaria.

La Redazione
redazione.ods@gmail.com

 

Per approfondire:

Leonardo Capitanelli risponde alla domanda: “perchรฉ l’ho scritto?”

Presentazione di Francesco Lorenzi

0