Benedetto XVI da vicino – Il ricordo di mons. Vincenzo Peroni
Archivio privato di mons. Vincenzo Peroni
Sabato 31 dicembre, appena abbiamo appreso la notizia della nascita in cielo del Papa Emerito Benedetto XVI, i messaggi e le telefonate si sono alternati a tamburo battente tra tutti noi di Officina del Sole & The Sun, un po’ come quando viene a mancare qualcuno di famiglia, un amico, una persona importante che ha inciso nella propria vita e nella vita delle persone a noi care.
Foto di archivio dei The Sun
Per i The Sun in primis, ma anche per noi di Officina del Sole e per i tanti amici che nel corso degli anni sono entrati a far parte di questa famiglia, Benedetto XVI รจ stato un riferimento di fede e uno strumento della Grazia.
Francesco, Riccardo, Gianluca e Matteo hanno avuto la gioia e il dono di poterlo incontrare nel 2012 eย hanno piรน volte condiviso ricordi, emozioni e consapevolezze che quell’incontro ha suscitato in ciascuno di loro.
La maggior parte di noi non ha avuto questo privilegio, ma nel corso dell’ultimo viaggio in Terra Santa abbiamo avuto l’accompagnamento, la guida e la presenza straordinaria di mons. Vincenzo Peroni che per diversi anni รจ stato cerimoniere pontificio al fianco di Benedetto XVI, servendoloย con affetto filiale, dedizione e cura estreme. A lui รจ volato innanzitutto il nostro pensiero di vicinanza e affetto per questo avvenimento che sicuramente tocca nel profondo il suo animo.
In virtรน della stima che nutriamo nei confronti di Mons. Vincenzo e ben consapevoli della sua finezza di Spirito, straordinaria intelligenza e sensibilitร d’animo, abbiamo desiderato chiedergli un contributo personale su Benedetto XVI che potesse farci conoscere degli aspetti del Papa Emerito che solo lui ha potuto cogliere.
Le parole che vi condividiamo, cosรฌ personali e intime, sono state pubblicate il 3 gennaio 2023 anche dal Giornale di Brescia.
A mons. Vincenzo Peroni va tutta la nostra gratitudine per questo dono speciale.
Il 19 aprile 2005, dopo lโelezione di Papa Benedetto, รจ subito nato in me il desiderio di poter incontrare, almeno una volta nella vita, il suo sguardo. Il mio desiderio si รจ provvidenzialmente realizzato nel 2009, quando, nominato cerimoniere vescovile, con gioia e trepidazione, ho preparato la Messa della sua visita pastorale a Brescia, in onore di Paolo VI. In seguito a quella visita, qualche mese piรน tardi, sorprendentemente sono stato chiamato a servire il Papa, presso lโUfficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, come cerimoniere pontificio.
Anni di grazia e di gioia che mi hanno dato il privilegio di vivere accanto a Benedetto XVI nella parte piรน nobile del Suo Ministero petrino, la liturgia.
Mons. Vincenzo Peroni a Cafarnao durante UIPUV22
Questa mattina, quando mi ha raggiunto la notizia della sua morte, ero a Cafarnao, sulla casa dellโApostolo Pietro con alcuni sacerdoti bresciani. Lรฌ, subito, abbiamo celebrato Messa per Lui.
In queste ore, i ricordi si rincorrono e dal cuore nascono molte riflessioni.
Fedele al suo nome di Battesimo, Giuseppe, in ogni suo gesto, ha incarnato lโumiltร e il nascondimento.
Anche quando gli impegni lo esponevano allo sguardo di milioni di persone, pur non risparmiando energie e senza sottrarsi alle folle, sembrava volersi nascondere.
La timidezza e la discrezione sono spesso state travisate come freddezza, era, invece, un uomo dal cuore caldo, un sacerdote appassionato e un pastore attento alle grandi questioni come ai piccoli particolari, dalla dolce fermezza.
Appariva fragilissimo nel fisico. Lโaspetto esteriore, a un primo sguardo, a tutto faceva pensare tranne che alla soliditร della roccia, eppure bastava ascoltarlo predicare e annunciare la Veritร e vederlo celebrare i Divini Misteri per comprendere che si era davanti a Pietro. Dalla sua fragilitร traspariva evidente che Gesรน รจ la vera Roccia sulla quale fondarsi. Nelle sue parole, limpide e rigorose, e nei suoi gesti, sobri e solenni, si percepivano soliditร e affidabilitร .
ร innegabile che al centro delle sue attenzioni cโera la consapevolezza di dover custodire la FEDE della Chiesa e di confermare i fratelli nella vera fede. Ha segnalato, con puntualitร e con tutte le sue energie, che la vera emergenza sulla quale fissare lโattenzione e dalla quale attendere il vero rinnovamento personale, ecclesiale e sociale รจ la fede in Gesรน Cristo, unico Salvatore del mondo.
Anche il suo modo di amare era riservato, mai alla ricerca della platealitร e di gesti clamorosi. Intenso e puro, come รจ lโamore vero!
Archivio privato di mons. Vincenzo Peroni
La CARITร, virtรน teologale, cuore della sua prima folgorante Enciclica.
Chi lo accostava era conquistato dai suoi occhi contemplativi e dolcissimi. Lโininterrotta contemplazione del Mistero di Dio ha reso i suoi occhi dolcissimi sullโuomo.
Cosรฌ si poteva capire che il suo era un amore non prigioniero delle logiche umane e mondane, non soggetto alle fluttuazioni dellโemotivitร e del consenso. Un amore generato sempre e necessariamente dalla contemplazione della Trinitร , di Dio, che รจ Amore, e che si traduce in una vita di configurazione a Gesรน, Agnello immolato, di cui fare esperienza viva nellโEucaristia, celebrata e adorata.
Eravamo sempre colpiti, sorpresi e affascinati, dalla sua capacitร di vedere oltre.
Anche in alcuni momenti delicati, nelle giornate piรน buie e cariche di tensione, che hanno caratterizzato una fase del Suo Pontificato, quando in Vaticano, nei corridoi, negli uffici e nelle relazioni, si avvertivano forti la tensione e lo sgomento, Papa Benedetto sapeva stemperare il clima con il sorriso, con lo sguardo e con poche parole, semplici e dense di fede: il suo orizzonte era sempre piรน ampio rispetto alle questioni opprimenti e contingenti, perchรฉ era uno sguardo che veniva dallโalto.
La SPERANZA cristiana, figlia della fede, ce lโha insegnata nel suo alto Magistero e ce lโha mostrata nella quotidianitร dei suoi gesti.
Davanti a un uomo dalla sconfinata preparazione culturale e dalla rara acutezza teologica, come Benedetto XVI, sarebbe stato naturale sentirsi sempre in imbarazzo, timorosi di sbagliare qualcosa, eppure il suo tratto elegante, gentile e di grande tenerezza rendeva facile stare alla sua presenza e il dialogo con lui assumeva la freschezza della familiaritร .
ร lโumiltร dei grandi: non schiaccia, ma edifica lโinterlocutore. ร la grandezza dellโumiltร di chi riconosce che tutto ciรฒ che ha รจ un dono da condividere e non una ricchezza da esibire.
Mons. Vincenzo Peroni nel Getsemani durante UIPUV22
Ogni volta che entrava in Sagrestia, in San Pietro o nei viaggi apostolici, per indossare gli abiti sacri prima di una Liturgia, ero sempre raggiunto dalla sensazione che irrompesse, mite e intensa, la presenza di una realtร altra, un immediato richiamo al divino. Durante la Liturgia, poi, si avvertiva quasi fisicamente lโintensitร della preghiera, lโimmersione nel Mistero. Davvero si sperimentava quanto ci ha ripetutamente insegnato: nella liturgia della Chiesa il Cielo tocca la terra. E, sebbene un cerimoniere rischi di essere distratto dalle mille attenzioni che il servizio richiede, lโintensitร e la consapevolezza celebrative di Benedetto XVI sapevano orientarci e riorientarci alla vera preghiera.
Il 4 ottobre del 2020, ho concluso il mio servizio in Vaticano, con un colloquio di circa trenta minuti con Benedetto XVI. Uscendo dal Monastero โMater Ecclesiaeโ, allโunisono con la persona che mi accompagnava, con commozione, abbiamo affermato: โun giorno, potremo dire di aver avuto la grazia di vivere accanto e di servire un santoโ. Ecco quel giorno รจ arrivato!