La magia di “C’era una volta”: le fiabe come bussola per gli adulti

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Viviamo in un’epoca che corre veloce, scandita da notifiche e scadenze, in cui abbiamo imparato a relegare le fiabe nell’angolo dell’infanzia, considerandole storie “innocue” da leggere ai bambini. Eppure, proprio come suggerisce anche Francesco Lorenzi ne La musica del bosco, esiste un linguaggio simbolico e archetipico โ€” simile al canto silenzioso della natura โ€” che l’adulto ha smesso di ascoltare, ma di cui ha piรน bisogno che mai. Riscoprire la magia del “C’era una volta” significa ritrovare gli strumenti interiori per affrontarla.

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Un’oasi di calma in un mondo caotico

Le fiabe offrono una tregua autentica, una sospensione temporale che non รจ mera evasione, ma vera e propria rigenerazione dello spirito. Nella nostra quotidianitร  siamo costantemente bombardati da flussi d’informazione frammentati e dinamiche ipercomplesse che generano ansia; la fiaba, al contrario, ci accoglie in una struttura lineare e rassicurante. Ci invita a fare un atto di fede: credere in una realtร  dove il bene e il male sono chiaramente riconoscibili e dove la speranza, per quanto ferita, conserva sempre l’ultima parola.

Questo spazio narrativo agisce esattamente come il rifugio protetto tra Monte Sasso e la Valle del Cedro descritto ne La musica del bosco. Quel luogo geometrico e spirituale, fatto di silenzio assoluto, ascolto attento e ritorno a sรฉ, trova il suo perfetto equivalente nella pagina scritta. Quando un adulto si concede il lusso di attraversare una fiaba, rallenta i battiti della mente, si disconnette dal rumore esterno e ristabilisce un ordine interiore. La fiaba si rivela cosรฌ un vero balsamo per le nostre esistenze frenetiche, ricordandoci che la stabilitร  emotiva non nasce dalla risoluzione di ogni problema, ma dalla capacitร  di sostare in un luogo di pace.

Affrontare le ombre con gli occhi aperti

Contrariamente a quanto si pensa, le fiabe non sono racconti edulcorati; esse non nascondono affatto il lato oscuro dell’esistenza, ma lo affrontano a viso aperto. Parlano esplicitamente di lutto, abbandono, paura, tradimento e ingiustizia sociale, mettendoci a disposizione una preziosa struttura simbolica per elaborare i nostri traumi piรน profondi. Attraverso la metafora, l’adulto puรฒ guardare i propri mostri personali a una distanza di sicurezza, senza uscirne liquefatto. Peter Pan, ad esempio, smette di essere solo il bambino che non voleva crescere e diventa una complessa sfida psicologica: l’invito a integrare la maturitร  delle responsabilitร  quotidiane con la meraviglia dello sguardo infantile, ricordandoci che diventare grandi non deve mai significare soffocare la nostra innata capacitร  di โ€œvolareโ€. Allo stesso modo, La Bella e la Bestia si trasforma in una straordinaria lezione di dinamiche relazionali mature, insegnandoci a scavare oltre le durezze esteriori e le difese altrui per scorgere la ferita nascosta che le ha generate, un esercizio di empatia radicale indispensabile per superare i conflitti.

Questo percorso di discesa nell’oscuritร  ricalca fedelmente l’itinerario spirituale tracciato nel libro di Francesco. Lรฌ, il bosco cessa di essere un semplice sfondo naturale e si fa spazio interiore, foresta dell’anima in cui il protagonista รจ chiamato ad addentrarsi per fare i conti con i propri blocchi. Attraversare le paure non significa vincerle con la forza bruta, ma imparare a camminare nel buio della notte fino a scoprire che proprio in quel silenzio spaventoso risuona, intatta, la nostra melodia piรน autentica.

La saggezza pratica delle parabole

Se la fiaba usa il fantastico, la parabola usa il quotidiano per scuotere la coscienza. Eppure, entrambe attingono a fonti di sapienza millenarie. Nelle fiabe questa conoscenza รจ spesso custodita dalla figura del saggio โ€” il vecchio mentore, l’eremita del bosco o la fata madrina โ€” che non risolve i problemi al posto del protagonista, ma gli offre la chiave di lettura, l’oggetto magico o la parola di conforto per ritrovare la strada. La parabola fa un passo in piรน, calando quella stessa saggezza archetipica nella realtร  di tutti i giorni.

La parabola del Figliol Prodigo โ€” per citare il mezzo comunicativo e pedagogico per eccellenza utilizzato da Gesรน nei Vangeli โ€” apre una riflessione profonda sul perdono e sull’invidia, temi cruciali in ogni dinamica familiare, mostrando un padre che incarna proprio quella saggezza accogliente e non giudicante.

La Favola del Colibrรฌ โ€” quell’uccello minuscolo che porta gocce d’acqua mentre la foresta brucia โ€” diventa a sua volta un inno alla responsabilitร  individuale, dove lo stesso colibrรฌ si fa “saggio” e guida per gli altri animali paralizzati dal terrore.

Per John e Ippo, protagonisti de La musica del bosco, questo importante ruolo รจ rappresentato da Gianni la talpa che, a differenza del fratello Tony, li supporta regalando la possibilitร  di suonare i loro brani in occasione della seguitissima Festa dโ€™Inizio Estate. Grazie alla musica scopriranno, infatti, come ogni piccola nota sia indispensabile all’armonia dell’intera sinfonia. Queste e altre storie ci ricordano che l’adulto non รจ mai impotente di fronte al caos del mondo: anche quando l’impegno personale sembra una goccia nell’oceano, รจ proprio quell’atto minuscolo e consapevole a ridare un senso al Tutto.

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Tornare a casa attraverso il racconto

Rileggere una fiaba in etร  adulta equivale a compiere un viaggio a ritroso per fare finalmente pace con quella parte di noi che abbiamo deliberatamente messo a tacere sotto il peso del dovere, delle aspettative e del realismo cinico. La societร  contemporanea ci impone un modello identitario rigido, dove dobbiamo mostrarci costantemente performanti, produttivi, razionali e misurabili attraverso algoritmi di successo esteriore. In questa gabbia dorata, le storie millenarie intervengono come un atto di liberazione: esse ci restituiscono il sacrosanto diritto al mistero, all’invisibile e alla speranza irrazionale.

รˆ lo stesso meccanismo salvifico che si attiva nel bosco di Lorenzi: un luogo in cui l’atto del perdersi tra gli alberi, lo smarrimento temporaneo dei punti di riferimento cardinali, diventa paradossalmente l’unica condizione necessaria per ritrovarsi davvero. Sotto la spinta di questo parallelismo, la fiaba smette di configurarsi come una sterile evasione infantile dalla realtร  e si trasforma in un’autentica, potente “invasione” di significato nella nostra grigia quotidianitร . Ci costringe a spogliarci delle pesanti corazze sociali e dei ruoli che interpretiamo ogni giorno per difenderci dagli altri, sussurrandoci una veritร  antica e rivoluzionaria: per essere esseri umani completi e sani, dobbiamo permetterci il lusso di ritornare vulnerabili, di restare aperti all’ascolto profondo dell’altro e di coltivare lo stupore davanti alle piccole meraviglie dell’universo.

Il risveglio della melodia interiore

Le fiabe e in generale, le grandi narrazioni archetipiche non sono state concepite per far addormentare i bambini, bensรฌ per fare l’esatto contrario: risvegliare gli adulti dal torpore della coscienza e dall’apatia spirituale. Esse si stagliano davanti a noi come specchi della nostra anima, ricordandoci che la foresta della vita reale puรฒ essere densa, intricata e inevitabilmente popolata da lupi famelici o draghi sputafuoco, ma che possediamo giร , dentro di noi, la bussola morale e simbolica per attraversarla senza perdere la rotta.

Riaprire questi volumi polverosi, o sintonizzarsi sui ritmi lenti della natura come avviene tra le pagine cariche di lirismo de La musica del bosco, รจ un gesto di profonda, consapevole e radicale ribellione contro il cinismo, l’utilitarismo e la disillusione cronica del nostro tempo. รˆ un invito pressante a fermarsi, a fare silenzio intorno a noi per ritrovare la nostra personalissima melodia interiore. Significa ricominciare a credere, con la stessa ferma convinzione dei bambini, che nonostante le ferite del passato e le nebbie del presente, ogni nuovo giorno porti intrinsecamente in sรฉ la promessa intatta di un meraviglioso e rivoluzionario “C’era una volta”.

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ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  SUGGERIMENTI DI LETTURA

Tutti i titoli elencati condividono il filo rosso dell’articolo: il racconto come bussola interiore, la natura e il viaggio come spazi simbolici, e la resilienza che nasce non dalla forza bruta, ma dalla capacitร  di ascoltare in profonditร .

In modo particolare, La musica del bosco, attraverso la metafora di un bosco vivo, si delinea come un moderno racconto simbolico che aiuta il lettore a riscoprire il valore del silenzio, la necessitร  di superare le proprie paure e l’importanza di sintonizzarsi con l’armonia profonda delle cose e delle relazioni umane.

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  • Il Piccolo Principe โ€” Antoine de Saint-Exupรฉry (dagli 8 anni) Il classico per eccellenza sull’ascolto interiore e sui valori essenziali. “L’essenziale รจ invisibile agli occhi” รจ forse la parabola moderna piรน potente mai scritta. รˆ il perfetto specchio del messaggio dell’articolo: guardare oltre la superficie per trovare ciรฒ che conta davvero.
  • Alice nel Paese delle Meraviglie โ€” Lewis Carroll (dai 9 anni) Un viaggio straordinario nel sottosuolo dell’inconscio, dove le regole rigide della logica adulta vengono scardinate dal nonsense e dal gioco. La discesa di Alice nella tana del Bianconiglio รจ la metafora perfetta del coraggio di esplorare il proprio caos interiore. Questa fiaba insegna all’adulto l’importanza di non perdere mai la curiositร  e il diritto di credere โ€“ proprio come suggerisce la Regina Bianca โ€“ a “un sacco di cose impossibili prima di colazione”.
  • Momo โ€” Michael Ende (dai 10 anni) Una bambina lotta contro i misteriosi “Signori Grigi”, che rubano il tempo agli adulti. รˆ una fiaba-parabola straordinariamente attuale sulla modernitร  accelerata, sull’importanza dell’ascolto profondo e sul coraggio di difendere la propria interioritร  dal rumore e dalla frenesia del mondo.
  • La Storia Infinita โ€” Michael Ende (dai 10 anni) Un inno all’immaginazione come atto di responsabilitร  e guarigione. Attraverso il suo viaggio nel regno di Fantร sia, il giovane Bastian impara che i mondi interiori non sono una fuga codarda dalla realtร , ma la radice stessa da cui nasce la forza per affrontarla. Richiama direttamente il valore del bosco del libro di Francesco Lorenzi.
  • Il gabbiano Jonathan Livingston โ€” Richard Bach (dai 12 anni) Una favola potente e senza tempo che parla della ricerca della libertร  e del superamento dei propri limiti. Jonathan non si accontenta di volare solo per procurarsi il cibo; vuole comprendere il volo in sรฉ, l’eccellenza e il senso profondo dell’esistenza. Come le melodie de La musica del bosco, questa parabola sprona l’adulto a non omologarsi alla “massa” e a ritrovare il coraggio di seguire la propria vocazione interiore.
  • Il Leone, la Strega e l’Armadio โ€” S. Lewis (dagli 8 anni) Il capitolo piรน celebre delle Cronache di Narnia รจ una fiaba archetipica ricca di una simbologia profonda: il sacrificio, la redenzione e il coraggio morale. La distinzione netta tra bene e male vi รจ trattata con una potenza narrativa senza tempo, offrendo quel “balsamo rassicurante” di cui il lettore ha bisogno.
  • Siddharta โ€” Hermann Hesse (dai 16 anni) Pensato per gli adolescenti piรน maturi e per gli adulti, questo romanzo-parabola racconta il viaggio interiore di un giovane alla ricerca del proprio sรฉ autentico. Il fiume โ€” simbolo spirituale e centrale del libro โ€” risuona perfettamente con il bosco di Lorenzi: la natura si fa maestra silenziosa che parla a chiunque decida, finalmente, di fermarsi ad ascoltare.

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La Redazione
redazione.ods@gmail.com

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I disegni presenti nell’articolo sono stati realizzati dalla bravissima illustratrice Manola Cervesato.

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