
Ormai da diversi mesi, per non dire anni, molte persone scappano dalla propria terra per raggiungere quella che considerano una โTerra Promessaโ. Questo fenomeno, che ai piรน giovani tra noi puรฒ sembrare nuovo, si verifica dalla notte dei tempi. Solo per citare il caso italiano, dallโunificazione ad oggi, si stima che oltre 20 milioni di persone siano emigrate verso gli Stati del mondo occidentale: รจ come se la popolazione odierna dellโItalia settentrionale si trasferisse allโestero.
Per noi, oggi, lโemigrazione non รจ solo un fenomeno da studiare sui libri, da rivivere tramite film o documentari o da approfondire sui giornali; lโemigrazione รจ un fenomeno che viviamo nelle nostre cittร , nelle nostre comunitร , che interessa la nostra politica e la nostra societร e che ci interpella, come cittadini e come cristiani.
Un lettore attento di questo spazio dellโOfficina del Sole potrebbe aver notato una nostra insistenza su questo argomento; รจ stata una scelta, fatta con lโintento di descrivere, articolo dopo articolo, alcuni degli aspetti che caratterizzano questa realtร , dando voce a chi si impegna in prima linea ad assicurare accoglienza ai fratelli che bussano alle nostre porte.
Cโรจ unโumanitร che soffre e non รจ piรน lontana, non รจ aldilร di uno schermo, oltre lโobiettivo di un foto reporter, allโatterraggio di un lungo volo verso sud o verso est. ร qui, allโingresso del supermercato dove facciamo la spesa, al semaforo, tra i filari dei nostri vigneti, nel cantiere edile della nostra casa, sulle panchine della stazione, lungo le rive dei fiumi, sotto i nostri portici, sulle nostre spiaggeโฆ
Cโรจ unโumanitร che soffre e che รจ venuta a donarci il potere salvifico della sua sofferenza. Cโรจ unโumanitร povera che riconosce la tentazione alla chiusura della nostra occidentalitร e si รจ scomodata per prima, ha rischiato la vita per mettere in discussione i nostri stili, le nostre prioritร , per vincere contro i nostri pregiudizi, per smuoverci nella caritร e richiamarci alla concretezza del nostro essere umani e fratelli.
Cโรจ unโumanitร che soffre che non puรฒ piรน permettersi di lasciarci indisturbati nella nostra indifferenza e ci richiama alle nostre responsabilitร (ยซDovโรจ tuo fratello?ยป Gen 4, 9).
Ecco, forse รจ proprio questa la chiave per aprire le porte dellโaccoglienza.
Questo articolo e la video testimonianza che segue hanno la pretesa di accompagnarci in un esercizio di ascolto a cuore aperto per farci coinvolgere da Pedro, un rifugiato politico proveniente dalla Nigeria che, spinto dal grande desiderio di dare il suo contributo per rendere questo mondo un poโ piรน ospitale per tutti, ha deciso di mettere a servizio degli altri la propria difficile esperienza, per combattere le ingiustizie e ยซdare voce a chi non ha voceยป.
Apriamo il cuore a Pedro, partecipiamo alla sua storia, immaginiamo la sua vita, rendiamo vive le sue parole. Indossiamo le sue scarpe, lasciamoci togliere la dignitร da vestiti troppo sporchi, sdraiamoci su quella stessa panchina. Carichiamoci della sua solitudine, sentiamo lโansia delle sue incertezze, immaginiamo la devastazione di una guerra, facciamoci togliere la speranza dalle persecuzioni, facciamoci rubare il futuro dalla povertร . Sentiamo il peso di una vita priva di bellezza.
Ma anche carichiamoci di entusiasmo con la sua voglia di cambiare davvero questo mondo, sentiamoci la responsabilitร e troviamo il coraggio di adottare un atteggiamento realmente accogliente nei confronti di chi soffre. Impegnamoci, come Pedro, ad essere il megafono di chi รจ debole, di chi non รจ ascoltato, di chi รจ ai margini della societร . Solo cosรฌ potremo aprire la porta a quei fratelli lontani che sono venuti qui, proprio da noi, a cercare con fiducia lโumanitร perduta.
Buona visione a #CuoreAperto.
Redazione In-Formazione