VIAGGI DI LUCE – GIORDANIA 2019
Intervista a Don Mario Cornioli
โHo visto santi senza niente dare pace a molti, attivi e forti piรน di mille uomini potenti. Nessun limite ha l’anima che s’affida al Bene. La Luce schiude e non preclude, questa รจ la mia Fedeโ: pensando a uomini come Don Mario Cornioli, per tutti Abuna Mario, il pensiero non puรฒ non correre a queste parole, figlie della canzone dei The Sun โBetlemmeโ.
Dopo aver trascorso anni in Palestina, Don Mario si trova ora tra i rifugiati in terra di Giordania. La sua รจ, senza ombra di dubbio, una presenza luminosa e forte, faro di una serie di progetti volti al riscatto umano, sociale ed economico di tante anime.
In attesa del viaggio che consentirร a molti Spiriti del Sole di vivere la realtร della Giordania, vogliamo condividere con voi le appassionate parole di Abuna Mario che, rispondendo alle nostre domande col cuore che lo contraddistingue, ci trasporta giร in quella terra che รจ diventata anche la sua terra.
Perchรฉ, come diceva Madre Teresa, โLa vera santitร consiste nel fare la volontร di Dio con il sorrisoโ.
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1_Don Mario, quando sei arrivato in Giordania qualeย realtร hai trovato?
Sono arrivato nel 2015, dopo tanti anni di Palestina e la realtร che ho trovato era molto simile a quella di Betlemme. Tanta accoglienza, tanta ospitalitร e tanta umanitร . Ho trovato una chiesa viva, con una fede vera e sincera. Ho trovato tanta dignitร e coraggio di vivere in una terra dove le sfide, spesso, sono molto piรน grandi delle possibilitร di vincerle. Ho incontrato uomini e donne, cristiani e musulmani, che credono ancora nella possibilitร di convivere insieme, nonostante tutto lavori per il contrario.
2_Generazioni nate e cresciute in guerra, sotto le bombe, sospese tra la vita e l’attesa di cosa potrebbe succedere l’attimo dopo. Come si riaccende la scintilla della speranza in persone che non vogliono piรน solo esistere, ma vogliono vivere?
Semplicemente ridando loro la dignitร . La vita dei nostri fratelli rifugiati in Giordania, spesso, non รจ vivere, ma รจ un sopravvivere in un paese straniero in cui sono di passaggio. Nessuno si vuole fermare in Giordania e ciรฒ rende questa presenza ancora piรน difficile e piena di problemi. Ridare dignitร significa provare ad aiutarli a ripartire da una vita quasi normale. Casa, lavoro e scuola sono i principali settori sui quali stiamo cercando di intervenire per rendere la loro vita meno penosa.
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3_Cosa ti hanno donato e ti donano giornalmente queste testimonianze di vita?
Mi donano tanta felicitร e la forza di continuare a donare la mia vita per loro, insieme alla gioia di condividere quello che ho con i miei fratelli che hanno piรน bisogno. Io sono stato privilegiato dalla vita: sono nato in un paese bellissimo, da una famiglia benestante ed ho avuto tutto dalla vita. Loro sono stati meno fortunati di me e, per questo, non posso chiudermi nel mio egoismo e dimenticarmi di loro. Il Signore mi ha chiamato a servire i miei fratelli cristiani in Medio-Oriente e ogni giorno cerco di essere fedele a questa vocazione con tutto lโentusiasmo e la passione che Dio mi ha donato.
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4_Quanta forza occorre per โcontinuare a fare miracoliโ e quanti piccoli, grandi miracoli hai visto fiorire tra le rocce dei giorni piรน difficili?
Ne serve tanta, ma รจ una forza che viene dallโalto. Quella forza che solo lo Spirito Santo puรฒ darti e che ti permette di vivere, giorno dopo giorno, con il sorriso sul volto e la pace nel cuore. Non ci sono giorni difficili se il Signore รจ con te, ma ci sono giorni straordinariamente belli in cui vedi il miracolo dellโamore che fa fiorire il deserto. In questa situazione, quando semini qualcosa riesci subito a raccogliere i frutti e questo ti dona ancora piรน forza per continuare a servire i tuoi fratelli come avrebbe fatto Gesรน.
5_E noi cosa possiamo fare per sostenere coloro che scelgono di non mollare e tentano di โricucireโ il proprio futuro?
Conoscere e non restare indifferenti di fronte ai tanti giovani che hanno dovuto lasciare tutto e non riescono ancora a vedere un futuro di fronte a loro. Lโindifferenza uccide non solo loro, ma anche il nostro cuore. Aver compassione, invece, ci permette di restare umani e salvare la nostra e la loro vita dalla morte fisica e spirituale.
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6_Cosa vorresti dire a chi verrร in Giordania per la prima volta?
โAhlan wa sahlanโ che, tradotto dallโarabo, significa โsiete i benvenutiโ. Benvenuti in un paese incredibile, che ha accolto 3 milioni di profughi su 9 milioni di persone. Un paese bellissimo che, nonostante sia uno dei piรน poveri al mondo in fatto di risorse e di acqua, ha circa il 30% della popolazione costituita da profughi. ร come se in Italia arrivassero 20 milioni di profughiโฆ E voi parlate di invasione quando arrivano circa 100/150 mila persone in Italia? Venite e vedete come lโaccoglienza e lo sforzo per lโintegrazione possono aiutare a risolvere i problemi. Sarร unโesperienza indimenticabile.
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7_Com’รจ la vita dei rifugiati iracheni in Giordania e la loro convivenza con la popolazione locale?
La vita dei nostri fratelli non รจ semplice. Lโincertezza del futuro e lโattesa di ripartire per lโAustralia, il Canada e gli Stati Uniti, rende ogni giorno pesante da vivere. Non poter lavorare, non poter studiare, non poter accedere ai servizi sanitari, certamente, non aiuta a vivere nella normalitร . Per questo i nostri progetti servono per dare loro un senso a questo tempo di passaggio e la possibilitร di integrarsi con la comunitร locale.
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8_Cosa significa essere cristiani in Medio Oriente?
Significa essere eroi. Significa avere una fede straordinaria. Significa vivere ogni giorno in un contesto non proprio favorevole. Significa vivere il fatto di essere minoranza senza paura. Non รจ semplice capire questo da fuori e lโunico modo per farlo รจ condividere almeno un pezzettino di strada insieme. ร quello che faremo ad ottobre entrando nelle loro case e facendo entrare loro nel nostro cuore. Solo cosรฌ potremmo fargli sentire che i loro fratelli cristiani dโOccidente non li hanno abbandonati. Di questo ne hanno estremamente bisogno.
Redazione.Fun
Photo Credits: Maria Chiara Zuelli






