I 5 LINGUAGGI DELL’AMORE di Gary Chapman – Come dire “ti amo” alla persona amata

10 Febbraio 2022 | Lascia il tuo commento
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La scorsa estate abbiamo iniziato ad approfondire la dimensione dell’amore come dono reciproco (è anche il tema della testimonianza di Wanessa e Alberto che QUI vi riproponiamo) cominciando un nuovo ciclo che ci sta entusiasmando e coinvolgendo in prima persona. 

Recentemente ci siamo chiesti (e forse è successo anche a voi):

Che cosa accade all’amore dopo il matrimonio? Perché si registrano tanti divorzi ai nostri giorni?

Avere una relazione affettiva soddisfacente è un desiderio che ci accomuna in quanto persone ed esiste una figura professionale che si occupa di migliorare la vita coniugale di chi ne chiede l’aiuto.

Il dott. Gary Chapman è un consulente matrimoniale piuttosto famoso che ha incontrato moltissime coppie. Ascoltandone i problemi, è giunto ad una conclusione interessante: secondo lui, stiamo trascurando una verità fondamentale: le persone parlano linguaggi d’amore diversi. Per quanto cerchiamo di esprimere amore in inglese, se il nostro coniuge comprende solo il cinese non impareremo ad amarci. [Per questo motivo] dobbiamo essere disponibili a imparare il linguaggio d’amore principale del nostro coniuge, se vogliamo comunicare amore in modo efficace.”

Durante la sua attività di consulente ha individuato cinque linguaggi d’amore: “cinque modi di cui le persone si servono per esprimere e comprendere amore a livello emozionale.” 

Fin da bambino ognuno di noi è dotato di un “serbatoio d’amore” che chiede di essere riempito (secondo la metafora utilizzata dallo psichiatra Ross Campbell). Se un bambino si sente amato, avrà un serbatoio pieno e vivrà un’esperienza di normale sviluppo; mentre, quando il suo serbatoio è vuoto, avrà comportamenti distorti. 

È in questo modo che apprendiamo il nostro linguaggio d’amore principale. Nel secondo caso questo non sarà corretto, ma si potrà comunque imparare, con molto impegno e maggiore diligenza, a comunicare bene.

!! ATTENZIONE !!

Comprendere i cinque linguaggi dell’amore e imparare a usare il linguaggio d’amore principale di vostro marito o di vostra moglie potrebbe influenzare in modo radicale il comportamento del vostro coniuge. Le persone si comportano in modo diverso, quando il loro serbatoio d’amore è pieno.

Fatta questa premessa, nel libro “I 5 linguaggi dell’Amore” Chapman analizza il fenomeno dell’innamoramento, che si distingue dall’amore vero per tre motivi, individuati dallo psichiatra M. Scott Peck (e che vi riportiamo qui in breve): 

  1. non è un atto della volontà o una scelta consapevole;
  2. non richiede sforzi;
  3. non indirizza verso la propria crescita e l’evoluzione personale dell’altro.

Il vero amore, invece, è l’unione di ragione ed emozione e non una temporanea vetta emozionale.

L’amore è l’atteggiamento di chi afferma: “Sono sposato con te e scelgo di perseguire il tuo bene”.

In questo caso possiamo dire: “Scelgo di imparare una seconda lingua anche se non sarà semplice, e non sarà mai facile parlarla come la mia lingua madre”.

E allora, se a questo punto siete incuriositi, vi riportiamo una spiegazione sintetica dei cinque diversi linguaggi.

Il primo linguaggio è quello delle parole di rassicurazione, che consiste sia nel fare complimenti (“Questo vestito ti sta benissimo”, “Sei una cuoca eccezionale”, “Grazie per aver portato fuori la spazzatura”, …), che nell’utilizzo di parole di incoraggiamento (letteralmente, che infondano coraggio) che esprimono fiducia nei confronti del valore e delle capacità dell’altro. In sostanza, si cerca di comunicare con l’uso di parole gentili (dette anche con tono gentile) la nostra vicinanza, ad es. se una persona vuole perdere peso e per questo è andata da un dietologo per iniziare un programma di dimagrimento, supportarla dicendole: “Se decidi di farlo sono certo che riuscirai nel tuo intento” o “Se vuoi raggiungere questo risultato, cercherò di aiutarti come posso”.

Il secondo linguaggio è quello dei momenti speciali, che consiste nella disponibilità di offrire a qualcuno piena attenzione ed il proprio tempo, senza distrazioni. Si tratta di stare insieme: non nel senso della sola vicinanza fisica bensì dello svolgere un’attività in comune che piaccia a uno o a entrambi conoscendo, però, il motivo per cui la si sta facendo (esprimersi amore reciproco) o dell’avere una conversazione di qualità. In questo caso sono importanti alcune accortezze: mantenere il contatto visivo quando l’altra persona ci parla; non fare altro mentre la stiamo ascoltando; cogliere i sentimenti di chi parla; osservarne il linguaggio del corpo e non interromperla. 

 

Il terzo linguaggio è ricevere doni. Il dono in questo caso è il simbolo del pensiero “Si è ricordato di me”, per questo il costo del regalo di solito ha poca importanza. Potrà anche non costare nulla. È, infatti, il linguaggio che comprende anche il dono di se stessi, quello che Chapman definisce il “dono della presenza”:  essere fisicamente presenti quando l’altro ha bisogno di te. 

 

 

Il quarto linguaggio è quello dei gesti di servizio: la disponibilità a compiere qualcosa che l’altro apprezza, esprimendo il proprio amore compiendo alcuni gesti per lui come ad es. cucinare, preparare la tavola, tagliare l’erba del giardino, dipingere le pareti di una stanza, fare la spesa… .

 

 

Infine, vi è il linguaggio del contatto fisico. Tenersi per mano, baciarsi, abbracciarsi e avere rapporti sessuali sono tutti modi per comunicare amore emozionale. È importante considerare, inoltre, che il senso del tatto è localizzato in tutto il corpo, per cui è utile sperimentare per capire quali forme di contatto provochino maggior piacere e quali, invece, risultino essere irritanti.

 

 

A questo punto, noi ci siamo domandati quale fosse il nostro linguaggio principale e, soprattutto, come fare a scoprirlo.

Nel libro vengono raccontati alcuni casi concreti con cui il consulente si è confrontato e vengono dati molti consigli.

In questo caso, per scoprire il nostro linguaggio ci sono diverse possibilità: 

  1. se il coniuge si comporta in modo contrario al nostro linguaggio principale ci provocherà una ferita maggiore rispetto a quanto accada ad altri. Per esempio, grande sofferenza causata da un atteggiamento critico o dalla tendenza a giudicare dell’altro → parole di rassicurazione
  2. o ancora, ciò che si domanda di più. Ad es. fare un picnic, spegnere il televisore per parlare → momenti speciali
  3. infine, quello che diciamo o facciamo per esprimere amore all’altro (ad es. attraverso gesti di servizio), probabilmente è quello che vorremmo che lui facesse per noi.

Per migliorare un rapporto è utile, inoltre, fare un controllo periodico del livello del “serbatoio d’amore” e se quest’ultimo fosse molto basso chiedere all’altro: “Che cosa posso fare per aiutarti a riempire il tuo serbatoio?”.


L’amore è una scelta.

Scoperto il linguaggio d’amore dell’altro  scegliamo di parlarlo, che per noi sia naturale o meno. 

“Vogliamo soddisfare le necessità emozionali del nostro coniuge e imparare a parlare il suo linguaggio d’amore. Così facendo, riempiremo il suo serbatoio d’amore ed è probabile che anche il nostro coniuge contraccambi imparando a parlare il nostro linguaggio d’amore”.

Questo vale anche per i figli e per tutti i componenti di una famiglia: se cominciassimo a parlare gli uni il linguaggio d’amore principale degli altri, il clima emozionale dell’intera famiglia migliorerebbe notevolmente.

 


Ci è piaciuta l’idea di lanciarvi una sfida finale: individuare il linguaggio d’amore principale vostro e del partner e mettere in atto quei semplici consigli che il dott. Chapman riporta anche nel suo libro. 

Provare a far crescere l’Amore trovando il tempo di fare un piccolo gesto quotidiano per le relazioni fondamentali, in base al linguaggio dell’amore principale usato dall’altro.

Abbiamo deciso di accettare noi per primi questa sfida e di provarci seriamente! 

Se vorrete, potrete condividere le vostre scoperte scrivendoci alla nostra e-mail redazione.ods@gmail.com

Come sempre, restiamo IN CORDATA!

La Redazione
redazione.ods@gmail.com

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